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Fiumicino, ritorno del treno in città, Legambiente si schiera con il comune

Legambiente e ORT (Osservatorio Regionale Trasporti) chiedono la diramazione della FL 1 (Orte-Fiumicino Aeroporto), in modo da ricostituire la penetrazione dei binari fino alla città. La cesura della ferrovia è iniziata con i Mondiali del ’90, ha visto la sospensione totale del servizio nel 2000

printDi :: 04 marzo 2026 15:58
La vecchia Stazione Ferroviaria di Fiumicino città durante lo smantellamento

La vecchia Stazione Ferroviaria di Fiumicino città durante lo smantellamento

(AGR) Nelle commissioni consiliari del Comune di Fiumicino, è in discussione una proposta di delibera, volta a predisporre atti utili a pianificare il ritorno del treno nel centro della città, con un tracciato che, partendo dalla vecchia stazione di Porto, ricalcherebbe l'antico tracciato ferroviario correndo lungo il "corridoio della mobilità C5" fino al nuovo capolinea degli autobus nello spazio tra Via Coccia di Morto e Via della Foce Micina.

Si tratta del primo atto ufficiale con il quale si avvia il ripristino ferroviario, dal momento della cancellazione sciagurata della tratta, di 25 anni fa.Da sempre a sostegno del ritorno del treno a Fiumicino, intervengono Legambiente e ORT (Osservatorio Regionale Trasporti) che chiedono proprio la diramazione della FL1 (Ferrovia Laziale 1 Orte-Fiumicino Aeroporto), in modo da veder ricostituita la penetrazione dei binari, fino all’area centrale della città. La cesura del tracciato ferroviario è iniziata con i Mondiali del ’90, ha visto la sospensione totale del servizio nel 2000 e la soppressione finale nel 2002 e, se da un lato si è garantita la crescita e il consolidamento della stazione aeroportuale, dall’altra si è tolta alla cittadinanza la possibilità di accesso diretto al ferro e, quindi, al collegamento veloce con la Capitale.

 
“Non possiamo che sostenere con forza il ritorno del treno a Fiumicino: appoggiamo i percorsi dell’amministrazione e di chiunque si impegnerà in tal senso - commentano da Legambiente e ORT (Osservatorio Regionale Trasporti) -. La città di Fiumicino è in sostanza la più grande sul territorio nazionale, a non avere un treno, grazie al quale si potrebbero decongestionare le arterie stradali che la collegano alla Capitale, ridurre le emissioni, restituire bellezza e modernità ma anche risanare una vecchia e profonda ferita, inferta a una cittadinanza già sommersa dalla grandissima pressione sulla qualità ambientale”.

Fiumicino, è la più grande città italiana senza treno: sono 50.000 gli abitanti quelli Fiumicino Centro e nelle vicine località di Isola Sacra e Focene, da dove sono quasi irraggiungibili le lontanissime fermate di Maccarese, Torrinpietra , Aeroporto e Parco Leonardo, tutte enormemente periferiche rispetto alla città. Ancora oggi però, esiste il cosiddetto corridoio della mobilità C5, un rettilineo libero e potenzialmente pronto per riaccogliere il fascio di binari, dalla vecchia fermata di Porto fino al piazzale dove attualmente c’è il capolinea dei bus, all’incrocio tra Viale Coccia di Morto e Via della Foce Micina. “Con meno di due chilometri di binari rettilinei, su un’area già predisposta in tal senso - concludono ORT e Legambiente -, si può restituire l’accessibilità a decine di migliaia di pendolari, verso la ferrovia laziale con la migliore frequenza. Interloquiremo con l’amministrazione comunale di Fiumicino e con tutti gli enti e i soggetti coinvolti, perché questo percorso si concretizzi al più presto”.


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