Legambiente, Forum Energia 2026, fotovoltaico in crescita ma nel Lazio si produce solo il 40% dell'energia che si consuma
Presentato a Roma il Dossier Energie Rinnovabili 2026. Nel Lazio ben 178 impianti FER in attesa di autorizzazione per oltre 5.158 MW di potenza. Fotovoltaico in forte crescita, ma servono iter più rapidi, accumuli e reti moderne. +19% l'energia prodotta da fonti rinnovabili

Dossier Ronnovabili Lazio 2026 locandina Forum da comunicato stampa
(AGR) Nel Lazio si accelera sulle rinnovabili nonostante ritardi infrastrutturali, burocratici e autorizzativi che frenano la piena transizione energetica della regione. È questo il quadro emerso dal Forum Energia 2026 di Legambiente Lazio, ospitato oggi presso Europa Experience – David Sassoli, in Piazza Venezia a Roma, occasione durante la quale è stato presentato il nuovo Dossier Energie Rinnovabili 2026 curato da Legambiente Lazio, svolto con il patrocinio di Roma Capitale e Regione Lazio, in collaborazione con il Parlamento Europeo – Ufficio in Italia / Europa Experience David Sassoli, con il sostegno di Enel, AzzeroCO2, Waga Energy ed Enfinity e con la media partnership di Canale Energia, La Nuova Ecologia e Rinnovabili.it. I dati del dossier restituiscono un quadro fatto di luci e ombre. Sul fronte delle autorizzazioni, nel Lazio risultano ben 178 impianti da fonti energetiche rinnovabili in attesa di valutazione, tra fotovoltaico, eolico e agrivoltaico, per una potenza complessiva potenziale di 5.158 MW, con la provincia di Viterbo che si conferma il territorio maggiormente interessato con ben 3.851 MW in progettazione.
Segnali positivi arrivano dalla produzione rinnovabile: nel 2024, in regione, la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili è cresciuta del 19,2%, trainata soprattutto dal fotovoltaico, che registra un incremento del 44,5% e rappresenta ormai oltre un terzo della produzione energetica regionale. Ancora più significativo il dato relativo al fotovoltaico: il Lazio si conferma prima regione italiana per nuova potenza fotovoltaica installata nel 2024, con una crescita della capacità da 2.026 MW a 3.295 MW, pari a +62,7%, e con Viterbo che risulta essere al 2024 la provincia con più potenza da fotovoltaico installata in Italia (1.580 MW) con impianti di grande scala. Mentre Roma è prima per numero di impianti, considerando soprattutto gli impianti sui tetti di piccola taglia, potendo contare su una disponibilità di edifici maggiore delle altre province.
Sul fronte degli obiettivi al 2030, il Lazio dovrà raggiungere 4.757 MW aggiuntivi di potenza FER. L’avanzamento registrato nel 2024 è arrivato al 40% del target, ma servirà una netta accelerazione nei prossimi anni.
Importante anche il tema delle Comunità Energetiche Rinnovabili, con 66 configurazioni attive nel Lazio, cifra che colloca la regione tra le più dinamiche del Centro Italia, ma ancora distante dalle performance delle aree del Nord del Paese.
“Nel Lazio si dimostra quanto la transizione energetica sia possibile, come vediamo dalla crescita del fotovoltaico o dall’espansione delle comunità energetiche, ma anche di quanto si resti lontani dal traguardo dello sviluppo sostenibile, a causa dell'enorme numero di progetti bloccati in attesa di autorizzazione, delle tentate moratorie regionali contro le rinnovabili, di gravi definanziamenti per le CER o delle resistenze di chi, combattendo contro installazioni di pale eoliche e pannelli solari, favorisce conseguentemente i signori del gas o del carbone - dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio - I segnali positivi continuano a diffondersi ma sono insufficienti: in regione si produce meno della metà dell'energia che si consuma, perché continuiamo a pagare pesanti ritardi autorizzativi e una visione troppo lenta rispetto alla crisi energetica e climatica in corso. Accelerare su rinnovabili, accumuli e semplificazione amministrativa è una scelta politica non rinviabile, una necessità ambientale, economica e sociale, come lo è la fine dell'era delle grandi centrali energetiche inquinanti che vogliamo veder chiudere, in maniera rapida e definita, per compiere un gran salto in avanti nella transizione ecologica e un enorme atto di pacifismo, visto il catastrofico moltiplicarsi di guerre generate proprio dalla corsa bellica per accaparrarsi risorse fossili".
Nel Forum l'associazione del cigno verde ha voluto mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese, amministrazioni locali, mondo tecnico e associazioni per costruire una visione condivisa sul futuro energetico del territorio, rafforzando il ruolo del Lazio come laboratorio della transizione ecologica e della decarbonizzazione. Ad aprire i lavori i saluti di Carlo Corazza, Direttore dell’Ufficio in Italia del Parlamento Europeo, seguiti dalla presentazione del dossier a cura di Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, e Nicola Riitano, responsabile scientifico dell’associazione.
Nel confronto, moderatoda Giulia Assogna, giornalista de La Nuova Ecologia, tra gli altri sono intervenuti Katiuscia Eroe, responsabile nazionale energia di Legambiente, le europarlamentari Annalisa Corrado e Benedetta Scuderi, Edoardo Zanchini direttore dell’Ufficio Clima di Roma Capitale, Emanuele Michelangeli, responsabile Fotovoltaico dell’Ordine degli Ingegneri di Roma. Presenti nel panel dedicato a imprese e progetti virtuosi Gaetano Evangelisti (Enel Italia), Alessandro Martella(AzzeroCO2), Francesco Bordogna (Enfinity), Andrea Baldini (Waga Energy Italia), Mauro Mei (Comune di Civitavecchia), Gianluca Gizzi (Sindaco di Leonessa), Caterina Clarke (Coordinamento CERS Roma e Lazio ETS) e Fabrizio Terenzi (Artelia Italia).
DOSSIER ENERGIE RINNOVABILI NEL LAZIO AL LINK https://drive.google.com/file/d/1xizl-BYzK1oycOd0ExmF8y1sWnvzfU_t/view?usp=sharing
















