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Proteggere gli alberi in città, PEFC presenta la nuova certificazione del verde urbano

In occasione della Giornata Nazionale degli Alberi, PEFC Italia presenta le nuove linee guida per trasformare i centri abitati in alleati ideali nella lotta al climate change. Gli alberi in città e le foreste urbane, infatti,sono i più preziosi alleati nella lotta all’emergenza climatica

printDi :: 20 novembre 2023 13:22
Verde in città al parco in bici foto pixabay

Verde in città al parco in bici foto pixabay

(AGR) Più della metà della popolazione mondiale (e in Italia il 72% della popolazione nazionale) vive in una grande città e si stima che, entro il 2050, il 70% degli abitanti della Terra sarà concentrato nelle aree urbane1. Di conseguenza, le città consumano il 78% dell’energia mondiale e producono oltre il 60% delle emissioni di gas serra, contribuendo in maniera determinante al cambiamento climatico2. Questi dati indicano in maniera evidente come gli alberi in città e le foreste urbane siano al giorno d’oggi i più preziosi alleati nella lotta all’emergenza climatica: basti pensare che un ettaro di foresta assorbe fino a 30 kg di PM10, che una singola pianta situata in città assorbe tra i 10 e i 20 kg di CO2 l’anno e che la presenza degli alberi può ridurre la temperatura ambientale di una media di 3,5°. Mantenere in salute e incrementare il verde urbano e le cosiddette “green infrastructure” è dunque sempre più urgente e necessario.

Per questo, in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi (21 novembre), PEFC Italia, ente promotore della corretta e sostenibile gestione del patrimonio forestale, presenta il nuovo standard per la certificazione della Gestione Sostenibile del Verde Urbano.

 
La certificazione del PEFC ha come obiettivo principale assicurare la regolare fornitura da parte del Verde Urbano dei Servizi Ecosistemici, ovvero benefici multipli forniti dagli ecosistemi al genere umano, a partire dalla capacità di assorbire CO2. L’aumento del verde cittadino può, tra le altre cose, avere un impatto anche sul mercato immobiliare, maggiorando il prezzo delle proprietà fino al 20% del loro valore, nonché svolgere un importante ruolo di regolazione del rischio idraulico: maggiore è la densità di piante e minore è il rischio di erosione del suolo e di conseguenti esondazioni. Infine, ci sono i vantaggi sociali e aggregativi: il numero degli spazi verdi e all’aria aperta a disposizione dei cittadini è direttamente proporzionale alla possibilità di creare interazione, condivisione e occasione per dedicarsi alle attività sportive, migliorando il benessere sia fisico che mentale della comunità.

Il nuovo standard, è uno strumento in grado di dare garanzia sulla gestione sostenibile del Verde Urbano, e si applica alle alberature lineari o diffuse lungo strade di quartiere e di transito, ai parchi e giardini pubblici e privati, alle foreste urbane3, che diventano hub di servizi “green” a favore della cittadinanza. Lo standard, in attesa della sua approvazione a livello internazionale, è stato già applicato in Italia a due realtà di grande rilievo: il Parco Nord di Milano e il Comune di Torino.

“Una recente proiezione delle Nazioni Unite suggerisce che, nel 2050, la popolazione mondiale sarà cresciuta fino a 9,7 miliardi di persone. Sensibilizzare i cittadini verso le tematiche ambientali è di vitale importanza ed è proprio da questo che nasce l’impegno di PEFC per generare awareness nella valorizzazione del legno urbano, delle conseguenti microeconomie e della futura applicazione di questo nuovo protocollo per la fornitura di servizi ecosistemici derivati”, spiega Marco Bussone, Presidente PEFC Italia.

Alla base della certificazione, lo standard individua in particolare 6 criteri-chiave.

1) Il mantenimento e il miglioramento del verde urbano mediante variazioni di superficie e censimento del verde e del bilancio arboreo, implementando buone pratiche per contribuire positivamente al ciclo globale del carbonio.

2) Il mantenimento della salute e della vitalità degli ecosistemi attraverso il monitoraggio, gli interventi di potatura, la difesa fitosanitaria, la fertilizzazione, l’impianto e la messa a dimora.

3) Il mantenimento e lo sviluppo delle funzioni produttive nella gestione delle aree verdi attraverso un piano di cura, di gestione e di regolamentazione del verde.

4) Il mantenimento, la conservazione e un appropriato miglioramento della diversità biologica, attraverso la preservazione di aree e specie animali o vegetali a rischio, di aree destinate alla biodiversità e di alberi monumentali e appartenenti a specie rare, mediante l’implementazione di pratiche di prevenzione, mitigazione e compensazione nella costruzione e gestione di infrastrutture in ecosistemi rari, sensibili o rappresentativi.

5) Il mantenimento e il miglioramento delle funzioni protettive della gestione attraverso la copertura arborea, l’inventario, la mappatura, la pianificazione di suoli sensibili e di aree con funzioni protettive specifiche dirette nonché l’impermeabilizzazione e regimazione delle acque meteoriche e la stima del fabbisogno irriguo.

6) Il mantenimento delle altre funzioni e delle condizioni socio-economiche tramite la comunicazione e l’invito alla partecipazione pubblica, il monitoraggio del rischio connesso alla presenza di alberi, la gestione assicurativa di eventuali danni o controversie e l’analisi di problematiche relative a pollini e allergeni, oltre alla valutazione dell’inquinamento acustico e alla supervisione dell’indice di specializzazione del personale impiegato nel settore verde.

“Investire nel verde, e nei servizi che la stessa vegetazione può fornire, permette di risparmiare in termini climatici, economici e infrastrutturali. Ma c’è di più: perché piantare l’albero giusto, nel posto giusto con una manutenzione giusta, può modificare radicalmente il futuro delle nuove generazioni”, sottolinea Antonio Brunori, segretario generale di PEFC Italia.

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