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Roma, CURAA: quanti alberature delle 800 mila annunciate dall'Area Metropolitana sono sopravissute?

Jacopa Stinchelli, Presidente di CURAA: non sono 800 mila alberi nel senso comunemente inteso: si tratta in larga parte di piantine che non possono essere messi sullo stesso piano dei grandi alberi necessari per contrastare il calore e migliorare realmente la qualità ambientale delle nostre città

printDi :: 20 agosto 2026 16:17
Immagine di Shabeer Ali da Pixabay

Immagine di Shabeer Ali da Pixabay

(AGR) Abbattimenti, nuove piantumazioni e grandi numeri: per CURAA il bilancio del verde non può ridursi a una conta degli alberi, perché un giovane impianto non equivale a una grande chioma adulta.Roma Metropolitana strombazza il numero di 800 mila alberi, ma per l’associazione CURAA (Cittadini Uniti per i suoi Alberi e i suoi Abitanti) si tratta dell’ennesimo annuncio che rischia di alimentare i soliti equivoci numerologici.

«Ormai lo sappiamo: sparare grandi numeri non fa crescere gli alberi. E, soprattutto, quelli indicati non sono nemmeno 800 mila alberi nel senso comunemente inteso: si tratta in larga parte di piccole piantine di scarsa qualità che non possono essere messi sullo stesso piano dei grandi alberi necessari per contrastare il calore e migliorare realmente la qualità ambientale delle nostre città», dichiara Jacopa Stinchelli, Presidente di CURAA, all’indomani del comunicato diffuso da Roma Metropolitana.

 
Il programma nazionale di forestazione urbana ed extraurbana è stato avviato nel 2022 nell’ambito della componente 3.1 del PNRR, dedicata alla “Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano”. Gli 800 mila esemplari annunciati da Roma Metropolitana rappresenterebbero circa un quarto dell’obiettivo complessivo richiamato dal programma.Ma la domanda, secondo CURAA, non è quanti alberi vengano annunciati: è quanti ne siano realmente sopravvissuti e dove siano oggi.

I volontari dell’associazione monitorano da anni gli interventi di forestazione a Roma, Ostia, Fiumicino e Fregene, documentando attraverso video e sopralluoghi numerosi casi di mancato attecchimento: intere distese di piantine secche, deperite o completamente scomparse dopo che erano secche. 

«Sono trascorsi ormai quasi cinque anni dall’avvio del programma e noi, insieme a decine di associazioni e comitati cittadini, abbiamo documentato una realtà molto diversa da quella raccontata dai comunicati ufficiali», prosegue Stinchelli. «Sono progetti delicati, con piantine fragilissime l, spesso affidati a vivai nati recentemente, a ditte già impegnate in altri appalti o che si occupano di altro (derattizzazione, microcippato etc…) e soggetti che operano anche nella gestione ordinaria del verde. Affidare la sopravvivenza di giovani alberi a chi quotidianamente lavora anche con le motoseghe ci sembra una contraddizione enorme: è come affidare un asilo nido a dei boia.»

Secondo quanto riportato nel comunicato, le ditte incaricate sarebbero obbligate a seguire le piantine per cinque anni e a sostituire quelle che non attecchiscono.

«Per noi questo non può diventare un alibi né un paravento», attacca Stinchelli. «Chi controlla davvero gli 800 mila esemplari? Chi li censisce? Quanti sono ancora vivi? Quanti sono stati sostituiti? E quanto è costato tutto questo ai cittadini? Cinque anni possono essere un periodo ragionevole per la manutenzione, ma non per nascondere dietro una promessa futura un bilancio che dovrebbe essere verificabile oggi».

CURAA chiede quindi trasparenza sui dati e sui costi, con la pubblicazione degli elenchi degli interventi, dei soggetti incaricati, delle percentuali di attecchimento, delle sostituzioni effettuate e della documentazione relativa ai pagamenti.

«Non ci interessano gli alberi contati nei comunicati stampa ufficiali. Ci interessano quelli vivi, sopravvissuti, cresciuti e realmente presenti sul territorio. Ora la scusa di quelli che sono completamente secchi è il caldo record. In realtà già a metà maggio la maggior parte delle nuove piante messe a dimora lo erano ovunque e anche al Gianicolo sito monumentale e vincolato. Se sono davvero 800 mila, vogliamo sapere dove sono, chi li ha piantati, chi li sta curando e quanto è stato pagato. Perché con i soldi dei cittadini non si fanno “esperimenti botanici” a tempo indeterminato e, soprattutto, non si può trasformare un numero sulla carta in una foglia di fico per coprire il fallimento di una politica del verde che e’ innegabile ed è sotto gli occhi di tutti e che incredibilmente è stata raccontata prima sui media internazionali come Le Monde o la CNN che sui media locali», conclude la Presidente di CURAA.

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