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Di E. B.: Redazione AGR :: 05 gennaio 2026 14:44
(AGR) "La canzone del Salice" debutta il 9 gennaio al teatro Basilica

(AGR) Venerdì 9 gennaio 2026 debutta al Teatro Basilica “La canzone del salice”, performance-drama ispirata all’Otello di Shakespeare. Uno spettacolo senza dialoghi, in cui corpo, immagini, suoni e videoarte costruiscono una intensa esperienza emotiva.
La scena è abitata da performer che, attraverso il teatro fisico e l’uso delle maschere larvali, danno forma a stati d’animo, conflitti e relazioni. I personaggi dell’Otello, come Desdemona, Otello e Iago non sono personaggi da raccontare, ma emozioni da attraversare: fiducia, aggressività, paura, abbandono, tradimento
Le video-proiezioni di Fabio Massimo Iaquone, artista di riferimento della videoarte scenica, ampliano lo spazio teatrale con immagini simboliche e visionarie che non illustrano l’azione ma ne diventano controcampo sensibile, dilatando e frammentando il tempo. Frammenti del testo shakespeariano attraversano la scena come echi, intensificando l’esperienza sinestetica senza ricondurla a una narrazione esplicita.
Il suono, ispirato al minimalismo musicale, è parte integrante della drammaturgia. La performance si apre e si chiude con una voce che emerge dal silenzio e attraversa La canzone del salice, evocando un ritmo antico e fragile: eco di Desdemona e di tutte le donne la cui voce è stata spezzata dalla violenza. Nel finale, il suono si fa rito e ferita, sospende il tempo e lascia in scena una traccia lieve che continua a interrogare il silenzio.
Il progetto nasce da un percorso di ricerca decennale sulla Maschera Larvale della regista Rosi Giordano, intesa non come semplice strumento tecnico ma come soglia archetipica, capace di aprire il corpo all’ascolto e alla trasformazione. Attraverso il corpo-maschera si sviluppa un linguaggio preverbale e universale, in cui le emozioni shakespeariane diventano traiettorie da incarnare in una drammaturgia sensoriale, fondata sulla relazione tra corpo, spazio e movimento.
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