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Di E. B.: Redazione AGR :: 30 settembre 2026 19:58
"Alberto Sordi Secret" il docufilm di Igor Righetti è primo nel film documentari

(AGR) Il docufilm internazionale “Alberto Sordi secret”, il primo sulla vita privata del grande attore sceneggiato e diretto da suo cugino-biografo Igor Righetti, è entrato subito in tendenza conquistando la vetta su Prime Video nella categoria film documentari: “Questo risultato mi rende davvero felice - dice Igor Righetti - perché dimostra quanto Alberto sia ancora così profondamente amato in Italia e all’estero e quanto il pubblico non lo abbia dimenticato. C’è il desiderio di conoscerlo più da vicino, non soltanto come l’attore che tutti apprezzano e amano, ma anche come uomo, con la sua storia, la sua personalità e la sua dimensione più privata. Credo che questo affetto testimoni quanto sia ancora vivo il legame tra lui e il pubblico e quanto le nuove generazioni abbiano voglia di scoprire la persona che si nascondeva dietro il grande attore. Essere arrivati in tendenza e al primo posto in una categoria così ampia, ricca di migliaia di film documentari e di importanti produzioni internazionali, conferma che anche un’opera indipendente, realizzata senza richiedere finanziamenti pubblici, può conquistare un pubblico vastissimo quando dietro ci sono passione, impegno e la voglia di fare bene”.
Il docufilm, prodotto da Massimiliano Filippini e CameraWorks, è attualmente presente anche nei cataloghi di Prime Video negli Stati Uniti, Nuova Zelanda, Australia, Cina e Gran Bretagna. Ha già ricevuto 36 prestigiosi premi in Italia e all’estero e continua a ottenere riconoscimenti internazionali. L’ultimo, arrivato dagli Stati Uniti pochi giorni fa, è stato il New York Film & Cinematography Awards come miglior docufilm. Nel cast d’eccezione figurano Fioretta Mari, Maurizio Mattioli, Emanuela Aureli, Daniela Giordano, Mirko Frezza, Enzo Salvi, Daniele Foresi, Vincenzo Bocciarelli, Lorenzo Castelluccio, Emily Shaqiri, Fabrizio Raggi, Valerio Mammolotti, Moira De Rossi e Flavio Raggi.
Per la prima volta, in un docufilm compaiono i genitori, gli zii, i nonni e i suoi amici. La narrazione arriva fino all’adolescenza e al ritorno a Roma di Alberto, diciassettenne, dopo il periodo trascorso a Milano. “Raccontare l’uomo che si nascondeva dietro la maschera del grande attore - spiega Righetti - significa anche comprendere meglio il suo cinema. Il senso più profondo del docufilm è impedire che il tempo cancelli la memoria di un artista che ha lasciato un segno irripetibile nella storia del cinema italiano, facendo conoscere anche alle nuove generazioni non soltanto i suoi film e i suoi personaggi, ma l’uomo, la sua storia e ciò che ha contribuito a renderlo unico”.
Le scene ambientate tra gli anni Venti e Trenta sono state girate in bianco e nero, con costumi e auto d’epoca. Alla ricostruzione cinematografica dove nulla è frutto di fantasia, si intrecciano le testimonianze di parenti, amici e personalità del cinema, della televisione e dello spettacolo, tra cui Pupi Avati, Rosanna Vaudetti, Elena de Curtis, Patrizia e Giada de Blanck, Rino Barillari, Sabrina Sammarini, Jason Piccioni e tanti altri. La voce narrante di Dado Coletti accompagna il pubblico, mentre immagini e filmati inediti dell’Istituto Luce, audio originali e fotografie provenienti dagli album di famiglia di Igor Righetti e dagli archivi personali dei protagonisti arricchiscono il racconto.
Il docufilm. realizzato anche in inglese e spagnolo, porta lo spettatore all’interno di luoghi mai mostrati al pubblico, come la blindatissima villa di Castiglioncello, in Toscana - dimora estiva di Alberto Sordi -, la meravigliosa tenuta del vero Marchese del Grillo a Fabriano (dove l’attore amava andare a rilassarsi) e la casa natale della madre Maria Righetti, a Sgurgola, in provincia di Frosinone. Le riprese sono state realizzate anche nel Parco archeologico di Ostia antica, nel borgo dove abitava Pietro Marchetti, il personaggio del Tassinaro, oltre che a Castiglioncello, Narni e nella Repubblica di San Marino. Un patrimonio artistico e umano che, grazie alla diffusione internazionale del docufilm, continua a viaggiare oltre i confini italiani, contribuendo a portare nel mondo il valore della nostra cinematografia e a rendere nuovo lustro al grande cinema italiano.
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