AGR Agenzia di Stampa
Di E. B.: Redazione AGR :: 02 agosto 2026 19:28
Alpi sempre più calde e fragili, flash mob in quota di Legambiente, zero termico arretra tra i 4800 ed oltre i 5 mila metri

(AGR) Estate da bollino rosso anche per le Alpi, sempre più calde e fragili e con i ghiacciai che fondono a ritmi ormai preoccupanti. A favorire ciò temperature elevate, zero termico, ridotto innevamento residuo e siccità primaverile, tutti figli della crisi climatica. Sull’intero arco alpino aumentano le anomalie termiche generalmente comprese tra +2°C e +4 °C rispetto alla media climatica 1991-2020 (fonte Copernicus), così come i periodi di siccità e la precocità del caldo estremo, quest’ultimo già evidente dalla seconda metà di maggio. Lo zero termico in quota dalla seconda metà di giugno si è mantenuto frequente tra 4.800 e oltre 5.000 metri, favorendo una fusione precoce della neve e condizioni critiche per i ghiacciai alpini e più in generale le vette. Tra quelle più in sofferenza ci sono il Monte Bianco (il Tetto d’Europa), la Marmolada (la Regina delle Dolomiti) e l’Adamello (il ghiacciaio più grande delle Alpi Italiane) sotto costante osservazione. Serve un’assunzione di responsabilità collettiva e azioni concrete a partire da una governance europea per i ghiacciai e il riconoscimento dei “giganti bianchi” come beni comuni, in quanto inseriti all'interno di sistemi ecologici, idrologici e territoriali strettamente interdipendenti.
A gridarlo a gran voce, con un flash mob organizzato sull‘Adamello e con dati alla mano, è Carovana dei ghiacciai di Legambiente che questo week-end, nell’ambito della sua anteprima, ha organizzato insieme al CAI (Club Alpino Italiano), a CIPRA ITALIA (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi) e alla Fondazione Glaciologica Italiana - promotori insieme all’associazione ambientalista del “Manifesto europeo per una governance dei ghiacciai e delle risorse connesse” - e alle oltre 90 sigle, tra rappresentanti di ONG ed enti di ricerca di diversi Paesi Ue che hanno sottoscritto il documento, un’azione comune congiunta e presentato la prima piattaforma politica - culturale nata in Italia per i ghiacciai, le terre emergenti e il futuro delle montagne dal titolo “Governare le Alpi che cambiano”.
FLASH MOB e prima piattaforma politica-culturale in Italia: A quota 3000 questo week-end una grande massa compatta di persone, a simboleggiare il corpo di un ghiacciaio, ha preso forma a passo Presena guidata da Legambiente. Poi ha cominciato a frammentarsi e ad arretrare, simulando la sofferenza del gigante bianco sempre più sotto scacco della crisi climatica, lasciando così emergere la terra nuda che il ghiacciaio lascia dietro di sé. Contemporaneamente una rappresentanza del Collettivo Lattea, con una performance di danza contemporanea legata al progetto Moraine che ha ricevuto il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo del bando “Starter_Cultura e creatività per la sfida ambientale”, ha dato voce al grido dei ghiacciai in fusione raccontando anche la trasformazione della relazione tra esseri umani e montagna e richiamando ad una responsabilità collettiva. Al termine, danzatrici e persone - al grido “Cosa sono i ghiacciai? Bene comune”, Cosa vogliamo? Una governance europea” - hanno srotolato lo striscione con scritto governance europea per i ghiacciai.
ALPI CALDE E FRAGILI, I CASI SIMBOLO: Un messaggio che Legambiente con Carovana dei ghiacciai e le tante associazioni partecipanti al flash mob, rilancia nel pieno della quarta ondata di caldo estremo che sta colpendo la Penisola e che non risparmia neanche l’alta quota. Emblematici i tre casi simbolo: Monte Bianco, Marmolada e Adamello. Sulla vetta del Monte Bianco (4.805 m), il tetto d’Europa, il 18 giugno è stata registrata una temperatura di circa +0,8 °C, mentre il 24 giugno la temperatura media oraria ha raggiunto circa +2°C. Condizioni termiche eccezionali anche sulla Marmolada, dove alla stazione di Punta Rocca (3.265 m) la temperatura è rimasta sopra lo zero dal 16 giugno, con punte prossime ai +5°C. Queste condizioni, sottolinea Legambiente, hanno favorito una rapida fusione della neve residua e un’accelerazione dell’ablazione del ghiacciaio.
Le temperature elevate rendono più sottile e fragile anche il ghiacciaio dell’Adamello: dalla fine degli anni ‘90 la velocità di ritiro della fronte dell’Adamello – Mandrone, notevolmente aumentata (760 m tra il 1997 e il 2025) con un’ulteriore accelerazione nell’ultima decade (550 metri in soli 10 anni), 265 metri nel solo triennio 2023-2025. Le annate 2024-2025, per quanto abbiano registrato accumuli invernali tra i più favorevoli degli ultimi anni, si sono comunque chiuse con un bilancio di massa moderatamente negativo (valori attorno al metro di acqua equivalente perduti). Inoltre, dalla Piccola Età Glaciale ha perso metà della sua superficie e la sua lingua principale, quella del Mandrone si è ritirata di 2,8 km. Sul ghiacciaio dell’Adamello, i rilievi condotti da SAT, MUSE, Provincia autonoma di Trento, Università di Padova e Servizio Glaciologico Lombardo hanno evidenziato una riduzione significativa dell’accumulo nevoso primaverile, in alcuni settori fino a circa la metà rispetto alle medie stagionali.
“Dal crollo di una parte del ghiacciaio dell’Ortles avvenuto in questi giorni alla cascata di acqua dalla vetta del Cervino (4478 m s.l.m) all’Adamello (3.539 m s.l.m) in forte ritirata, anche in alta quota la crisi climatica lascia sempre di più il segno con effetti che si ripercuotono a valle - commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – In particolare le Alpi si stanno riscaldando il doppio rispetto alle medie globali e le comunità montane devono essere aiutate e sostenute. Per questo anche dall’Adamello torniamo a chiedere al Governo di stanziare al più presto le risorse economiche necessarie per attuare il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici insieme a politiche locali forti e incisive. Allo stesso tempo serve una governance europea per i ghiacciai, beni comuni da tutelare e proteggere, e un costante monitoraggio dell’alta quota sempre più fragile a causa della crisi climatica”.
“Riconoscere i ghiacciai come beni comuni - dichiara Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di CIPRA Italia - significa considerarli patrimoni collettivi essenziali per l'equilibrio ecologico, la sicurezza delle comunità, la regolazione delle risorse idriche, la tutela della biodiversità, del paesaggio e dei diritti delle generazioni future. Significa anche riconoscere che le aree glaciali e proglaciali non possono essere governate esclusivamente secondo logiche proprietarie o di mercato, ma richiedono forme di responsabilità condivisa e di gestione orientate all'interesse generale. Per questo oggi con l’anteprima di Carovana dei ghiacciai 2026 oltre a chiedere una governance europea per i ghiacciai, chiediamo anche che i ghiacciai vengano riconosciuti come beni comuni da tutelare e difendere”.
"Il quadro dei ghiacciai italiani nel 2025 – dichiara Valter Maggi, presidente della Fondazione Glaciologica Italiana - conferma una tendenza ormai consolidata: la quasi totalità dei circa 900 ghiacciai alpini censiti dalla FCGI presenta bilanci di massa negativi, con oltre il 90% ridotto a una superficie inferiore a 0,5 km². L'Adamello, il più esteso ghiacciaio delle Alpi italiane, ne è l'esempio più evidente, con una perdita stimata di circa 12 milioni di metri cubi d'acqua nel corso dell'ultimo anno. Sono dati che descrivono non un'anomalia, ma un processo di regressione ormai strutturale legato al riscaldamento climatico in atto."
“I cambiamenti climatici ed i loro effetti sono, per chi frequenta la montagna, sempre più evidenti – commenta Maria Grazia Gavazza, Presidente della Commissione nazionale tutela ambiente montano - La riduzione delle masse glaciali e la degradazione del permafrost hanno come conseguenza l’aumento dell’instabilità naturale. Molti ecosistemi si sono spostati verso quote maggiori. L’equilibrio dell’ambiente montano a cui eravamo abituati è in crisi e occorre essere coscienti di questo per adottare strategie di adattamento e modificare i nostri comportamenti. In tal senso il CAI da diversi anni si è impegnato in attività di informazione e in azioni di studio in collaborazione con università e istituti di ricerca. Nel 2023 si è svolto a Roma il Congresso Nazionale CAI “La Montagna nell’era del cambiamento climatico” che ha richiesto a tutti i Soci “un cambio di paradigma e una aperta disponibilità alla conoscenza, alla formazione e alla partecipazione attiva ai processi di tutela dell’ambiente”.
Il CAI ha aderito al Manifesto per la governance dei ghiacciai e delle risorse connesse perché tutelare i ghiacciai, o meglio quel che ne resta o ne resterà, e capire come gestire al meglio le conseguenze della loro progressiva scomparsa rientra in pieno in questa dichiarazione d’intenti.
TAPPE CAROVANA DEI GHIACCIAI 2026: Dopo l’anteprima di oggi sull’Adamello, Carovana dei Ghiacciai 2026 di Legambiente darà ufficialmente il via alla sua settimana edizione dal 17 agosto al 3 settembre 2026. Cinque le tappe in programma: si partirà dalla Francia (dal 17 al 20 agosto) dai ghiacciai della Vanoise, per poi spostarsi in Valle D’Aosta (dal 20 al 24 agosto) sui ghiacciai del Monte Bianco, in Lombardia (dal 24 al 26 agosto) sul ghiacciaio dei Forni, in Friuli Venezia Giulia (dal 26 al 29 agosto) sul ghiacciaio del Montasio, e infine in Piemonte (dal 31 agosto al 3 settembre) sul ghiacciaio di Coolidge – Monviso. Anche quest’anno la campagna porterà al centro i temi legati alla crisi climatica, all’aumento degli eventi meteo estremi, l’overtourism, la tutela della biodiversità, senza dimenticare le buone pratiche di sviluppo sostenibile. Non mancheranno testimonial d’eccezione che accompagneranno il viaggio di Carovana dei ghiacciai 2026. Il viaggio di Carovana dei ghiacciai 2026 si potrà seguire sui social della campagna.
Carovana dei ghiacciai 2026 è la campagna internazionale di Legambiente che osserva i ghiacciai alpini in Italia e all’estero in partnership scientifica con la Fondazione Glaciologica Italiana, in collaborazione con CIPRA ITALIA, come partner principale [ comfort zone ] e partner sostenitore FRoSTA Italia
[ comfort zone ]
Prosegue il nostro impegno nella salvaguardia del patrimonio idrico, quest’anno con il sostegno a Carovana dei Ghiacciai, il progetto internazionale promosso da Legambiente che monitora gli effetti del cambiamento climatico sui ghiacciai dell’arco alpino. Il brand [ comfort zone ] sostiene la settima edizione della campagna che porterà i ricercatori ad alta quota per documentare lo stato di salute dei ghiacciai e alimentare la consapevolezza collettiva attraverso evidenze scientifiche.
Dai rilevamenti condotti durante la precedente edizione è emerso che in 60 anni sulle Alpi Italiane abbiamo perso un’area glaciale di oltre 170 km2. Un fenomeno preoccupante, in corso ovunque nel mondo, che comporta perdita di paesaggi, di biodiversità e di importanti riserve di acqua dolce, con ripercussioni su fiumi, agricoltura ed ecosistemi.
FRoSTA Italia
“Sostenere Legambiente e la Carovana dei Ghiacciai per il settimo anno consecutivo conferma un percorso di collaborazione fondato su azioni concrete – dichiara Gianluca Mastrocola, Amministratore Delegato di FRoSTA Italia – In questi anni al fianco di Legambiente abbiamo sostenuto la ricerca scientifica, con la donazione del pluviometro al Laboratorio di Climatologia Alpina del Monte Rosa, e promosso iniziative di sensibilizzazione come la Festa dell'Albero. Un impegno che riflette la visione di FRoSTA, orientata a ridurre l'impatto ambientale lungo l'intera filiera attraverso investimenti nelle energie rinnovabili e nella riduzione delle emissioni di CO₂”.
AGRNEWS
© 1998 - 2026 AGRnews.it