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Di E. B.: Redazione AGR :: 21 marzo 2026 17:04
Amianto nella Marina Militare, muore per mesotelioma nel 2024, riconosciuto vittima del dovere dal Tribunale di Bari

(AGR) di Donatella Gimigliano
Ha lavorato per oltre trent’anni nelle navi della Marina Militare, respirando amianto ogni giorno senza saperlo. Oggi, dopo la sua morte, arriva una giustizia ormai definitiva. È passata in giudicato, infatti, la sentenza del Tribunale di Bari che ha condannato il Ministero della Difesa a riconoscere lo status di vittima del dovere al meccanico navale, deceduto nel 2024 a causa di un mesotelioma pleurico.
Per questo il Ministero della Difesa dovrà corrispondere agli eredi un indennizzo complessivo di circa 285.000 euro, comprensivo della speciale elargizione e delle rivalutazioni, oltre al riconoscimento degli assegni vitalizi per la vedova e gli orfani.
Una decisione definitiva che arriva però troppo tardi: il militare aveva ricevuto la diagnosi nel 2021 e ha affrontato tre anni di malattia prima di morire.
Sono stati i familiari a proseguire l’azione legale dopo la sua scomparsa, ottenendo oggi il riconoscimento dei diritti previsti per le vittime del dovere.
«Questa sentenza conferma una realtà che purtroppo si ripete troppo spesso – dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia – le vittime dell’amianto ottengono giustizia quando ormai è troppo tardi, e sono i familiari a dover affrontare lunghi e complessi percorsi giudiziari per vedere riconosciuti diritti che dovrebbero essere garantiti in tempi rapidi. È necessario superare questa logica e arrivare a un sistema che riconosca in via amministrativa le responsabilità e i benefici, evitando che il peso della prova e della battaglia legale ricada su chi ha già subito una perdita così grave».
Restano infatti aperti ulteriori procedimenti: uno davanti al TAR Puglia per il risarcimento dei danni subiti direttamente dal militare e un altro presso il Tribunale civile di Roma per il danno ai familiari
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