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Di E. B.: Redazione AGR :: 24 aprile 2026 16:17
Fimmg, troppe ricette nel Lazio? la maggioranza delle impegnative è richiesta dagli specialisti

(AGR) “Affermare che nel Lazio si prescrive il doppio rispetto ad altre regioni può far saltare sulla sedia, ma i numeri da soli sono una fotografia sfocata, dicono che c’è qualcosa, ma non spiegano cos'è. “ Così la Fimmg Lazio commenta i dati diffusi dal Ministero della Salute che pongono il Lazio in vetta delle regioni con maggior numero di ricette specialistiche prescritte. “Non serve processare i medici di famiglia “afferma il sindacato “senza analizzare come nascono queste ricette, quasi mai frutto di scelte autonome. Nel Lazio, la stragrande maggioranza delle impegnative è "indotta" da specialisti, pronto soccorso o dimissioni ospedaliere: se il sistema non obbliga a fare questo, la firma dobbiamo metterla noi. È statistica, non cattiva gestione.”
L’analisi va fatta tenendo conto di alcuni fattori : :
2) La DGR 1186/2024 ha blindato i budget per il privato accreditato, ma non ha imposto la dematerializzazione obbligatoria e diretta per ogni atto prescrittivo. In questo modo la Regione finanzia il privato, ma siccome è deresponsabilizzato, non "vede" cosa questo prescriva finché la richiesta non viene trasformata in ricetta rossa dal medico di medicina generale
3) A rincarare la dose è intervenuta la DGR 1344/2025 - appropriatezza prescrittiva, nuovi ambiti di garanzia,- che prevede la trascrizione da parte del medico di famiglia di esami prescritti dai centri convenzionati privi di ricettario SSN, cosa anche impugnata al TAR "legalizzando di fatto il passaggio della ricetta bianca tramite il paziente, trasformando quest’ultimo in postino. Lo specialista visita, incassa la parcella, consegna un foglio bianco al paziente e delega al MMG la trascrizione. I medici di medicina generale diventano una "lavatrice statistica".
Il sistema cosi impostato scarica i costi reali e la responsabilità economica sulla medicina generale. Un paradosso che permette all'accreditato di incassare, sollevandolo però dalla responsabilità di gestire il costo di diagnostica e farmaci. Ma c’è di più se il medico di famiglia trascrive un esame suggerito da un centro accreditato e questo viene giudicato "non appropriato”, controlli e sanzioni, come da DGR 716/2023, arrivano al medico , non a chi ha preso la decisione.Non ultime tutte le prescrizioni fatte ma mai spese per mille motivi con il SSN.
Siamo i primi a volere liste d'attesa vuote, un paziente che aspetta un anno torna da noi dieci volte per rassicurazioni, ma l'appropriatezza si fa con i percorsi (PDTA) e la tecnologia, non con la paura delle sanzioni.
La strada è semplice, chi visita, prescrive: (pubblico o privato), eliminando il passaggio dal MMG. Ci sarebbe anche la diagnostica di primo livello negli studi: se posso fare un ECG o un’ecografia in studio, quella ricetta non uscirà mai dal cassetto. Finché non si avrà il coraggio di dire che 'chi genera la spesa deve metterci la faccia, cioè la firma', continueremo a leggere le fake news che i medici di medicina generale del Lazio prescrivono troppo. In realtà sono gli unici che, in questo sistema, si prendono ancora la responsabilità di firmare una ricetta per non lasciare il cittadino da solo davanti al bancone della farmacia o allo sportello di un laboratorio.
I numeri sono importanti, non mentono, non vanno usati come clave, ma studiati, illustrati e spiegati possibilmente senza pregiudizio e, magari, con un pizzico di onestà intellettuale.
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