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Di :: 17 ottobre 2026 18:55

Il ritorno di Renato Guttuso nella Capitale. Al Museo della Fanteria esposti alcuni capolavori dell’artista siciliano

(AGR) Sono passati più di dieci anni dall’ultima mostra romana dedicata a Renato Guttuso. Il pittore siciliano torna nella Capitale, nella città dove aveva scelto di vivere e dove è scomparso il 18 gennaio 1987. A Guttuso è infatti dedicata la mostra “Anima mediterranea”, aperta al pubblico questa mattina al Museo Storico della Fanteria. Una antologica curata da Vittorio Sgarbi e Marina Giordano e prodotta da Navigare. E diciamolo subito: è una mostra molto interessante nella quale sono esposte circa 60 opere tra oli, acquarelli, disegni e litografie che raccontano lo straordinario viaggio artistico di un artista straordinario. Un percorso che si snoda tra gli anni Trenta agli anni Ottanta.

 
Esposto anche lo studio del celebre dipinto "La Vucciria" ed il pregevole "Natura morta con garofani e frutta"

Cinque le sezioni che ospitano capolavori provenienti in gran parte da collezioni private: Volti, Sicilia, Natura viva, nature morte, Artista e società, Il femminile. Tra i volti, alcuni autoritratti particolarmente interessanti e inoltre, ecco i ritratti della moglie Mimise ed in particolare “Il ritratto col cappello rosso”, scelto peraltro e a ragione, come immagine della rassegna. Tra i volti immortalati da Guttuso “Il ritratto di Kafka” (1963) che l’artista ha immaginato basandosi su fotografie. Nella sezione Sicilia ci sono i colori di quella terra, le tradizioni e le tragedie di Mafia, uno “studio” per uno dei suoi più celebri dipinti: La Vucciria (1974), “L’abbeveratoio”. “Natura viva, natura morta” è la sezione che ospita tra gli altri “Natura morta con garofani e frutta”, “La finestra blu” e la splendida litografia “I girasoli”. Nella sezione “Artista e società” ecco l’impegno civile di Guttuso e la drammatica sequenza della “Pesca al pesce spada” e del “Massacro degli agnelli” ed ancora “La notte di Gibellina”, ispirato al terremoto del Belice. Il femminile racconta il corpo della donna, le sue modelle (tra queste il suo grande amore Marta Marzotto.

L'esposizione è stata curata da Vittorio Sgarbi e Marina Giordano: la produzione è di Navigare

“Un’opera d’arte – affermava Guttuso – è sempre la somma dei piaceri e dei dolori dell’uomo che l’ha creata. Non è necessario per un pittore essere d’un partito o d’un altro, o fare una guerra, o fare una rivoluzione, ma è necessario che egli agisca nel dipingere, come agisce chi fa una guerra o una rivoluzione. Come chi muore insomma per qualche cosa”. A completare la rassegna i pannelli che ricordano le fasi umane e artistiche di Guttuso e quindi l’aspetto religioso e quello politico, gli amori e le mutazioni della sua opera.

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