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Di :: 02 febbraio 2026 22:09

Lo spettacolo della Festa sull’acqua...aperto il Carnevale di Venezia

(AGR) Di Michele Cinelli (Harmonylife Tour)

Il Carnevale di Venezia 2026, in programma dal 31 gennaio al 17 febbraio e celebra quest’anno l’anno olimpico con un tema che intreccia storia, arte e sport, in un omaggio alla forza universale del gioco e della sfida. Venezia è invasa dai turisti. Decine le offerte in programma anche per trascorrere poche ore nella città lagunare“Venezia è sempre stata una città di gioco, di sfida e di libertà. Con “Olympus – Alle origini del gioco” vogliamo rendere omaggio allo spirito olimpico che animerà il nostro Paese nel 2026, ma anche ricordare che proprio qui, tra le calli e le piazze della Serenissima, nacquero forme di spettacolo e di competizione che ancora oggi emozionano. – ha anticipato con una nota stampa il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro – Il Carnevale sarà un grande abbraccio all’Italia che accoglie i Giochi di Milano-Cortina, un ponte simbolico tra la laguna e le montagne. Vogliamo raccontare un’idea di festa che unisce, che rispetta e che valorizza ogni persona, come nello sport: perché la vera vittoria è partecipare, condividere, sentirsi parte di una comunità, a cominciare dalle giovani generazioni”.

 
Nel 2026, mentre l’Italia accoglierà le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina, Venezia sarà dunque specchio e cassa di risonanza dei valori dello sport che uniscono i popoli: lealtà, passione, coraggio e inclusione, un racconto collettivo dove il limite diventa forza e la diversità diventa valore.

Per tutta la durata della manifestazione, il Carnevale animerà calli e piazze di Venezia, Mestre e delle isole, portando la festa in ogni angolo della città….

Gli appuntamenti della tradizione, tutti da vedere…. completeranno il programma: la commedia dell’arte con comici internazionali, il Ballo ufficiale a Ca’ Vendramin Calergi, le 12 Marie, gli incontri culturali, la musica dei giovani all’Arsenale e a Forte Marghera, e i Carnevali del mondo in Piazza San Marco... dove culture e costumi si fonderanno in una sola celebrazione. A incantare sarà probabilmente, ancora una volta, lo spettacolo sull’acqua all’Arsenale, una sinfonia di danza, musica e luce che racconterà il mito del gioco primordiale: quello dell’uomo che, come a Olimpia, si misura con la bellezza, con il limite e con il sogno. Eppoi, ci sono le maschere, tutte bellissime, che animano una festa che affonda le radici nel passato, ai tempi della Serenissima, quando le maschere servivano ad azzerare le differenze tra le persone e a sciogliere i freni inibitori, per poi tornare sobri e a volto scoperto per la Quaresima (il periodo pre-pasquale che sancisce appunto la fine del Carnevale). Tutto (o quasi) era concesso ed in un passato non troppo remoto, ha stregato personaggi come Goethe, Lord Byron e la Principessa Sissi.

Anche oggi lo stile del Carnevale resta quello classico, con maschere sontuose, ridondanti di parrucche, tessuti barocchi, fiocchi e merletti, come usava abbigliarsi l’aristocrazia della Serenissima ai tempi del suo massimo splendore. Camminare in direzione di Piazza San Marco è come fare un viaggio nel tempo, tra stretti vicoli in cui si muovono misteriosi cavalieri e dame, fino a perdere ogni riferimento con la modernità, l’acqua nelle calle e nelle piazze musica la festa

L’inaugurazione del Carnevale con la processione delle barche nel Canal Grande

Ieri, con l'esplosione della pantegana davanti al ponte di Rialto, si è aperto ufficialmente il Carnevale di Venezia. La Pantegana è una grande struttura a forma di ratto che apre ufficialmente il Carnevale di Venezia durante la "Festa Veneziana sull'acqua". Rappresenta una parodia ironica del Volo dell'Angelo: invece di un personaggio elegante, il ratto di cartapesta sfila lungo il Canal Grande e, arrivato a Rialto, "esplode" liberando una ‘pioggia’ di coriandoli multicolori.
​E’ stata scelta la pantegana perché è un simbolo iconico (e goliardico) della fauna lagunare, incarnando lo spirito popolare e dissacrante della città.
Il Carnevale di Venezia affonda le radici nel 1094, citato per la prima volta in un documento del Doge Vitale Falier.

Nato come periodo di festa per concedere alle classi più umili uno sfogo sociale, divenne ufficiale nel 1296 con un editto del Senato della Repubblica. L'uso delle maschere “livellava” le differenze sociali, permettendo a nobili e popolani di mescolarsi in totale anonimato e libertà….Ed il sogno continua

filmato per gentile concessione dell’HarmonyLife Tour

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