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Di :: 18 giugno 2026 15:13

Medicina Legale, il ministro Schillaci inaugura il 47°Congresso Nazionale SIMLA

(AGR) Si è aperto oggi a Roma, al Centro Congressi dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, il 47° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA), il più importante appuntamento scientifico dell'anno nel panorama della medicina forense e delle scienze criminalistiche italiane. Tre giorni di lavori, dal 18 al 20 giugno, dedicati al futuro della disciplina e alla proposta di un piano strategico triennale.

A inaugurare i lavori il ministro della Salute, Orazio Schillaci: "La medicina legale svolge un ruolo essenziale nel garantire l'equilibrio tra tutela della salute, diritti delle persone e corretto funzionamento della giustizia. Oggi è chiamata a confrontarsi con sfide nuove, dall'intelligenza artificiale alla digitalizzazione. È anche per accompagnare questa evoluzione che abbiamo istituito presso il Ministero della Salute il Tavolo tecnico in materia di medicina legale, con l'obiettivo di favorire l'approfondimento delle principali tematiche del settore e promuovere indirizzi condivisi per lo sviluppo della disciplina. Il Congresso SIMLA rappresenta un'occasione preziosa di confronto tra istituzioni, comunità scientifica e professionisti per costruire una visione comune sul futuro della medicina legale e rafforzarne il contributo alla sanità pubblica, alla sicurezza delle cure e alla tutela dei cittadini".

 
Dal fronte della giustizia, il vice ministro Francesco Paolo Sisto annuncia il lavoro relativo alla proposta normativa sulla responsabilità medica. "La parte che ci riguarda è quella in cui si riscrive la responsabilità del medico, finalmente libero di gestire il rapporto con il paziente secondo le buone pratiche della comunità scientifica. Si restituisce così al medico la libertà di gestire, evitando un'aderenza impropria a linee guida che spesso non sono complete". Il dato fondamentale, per il vice ministro, è che "si stabilisce così un rapporto medico-paziente libero, in cui la norma è vista come supporto e non come limite. Chi si attiene a buone pratiche o a linee guida deve rispondere solo per colpa grave". Da qui lo sguardo alle sfide poste dalla tecnologia: "Rischiamo però che la tecnologia possa rendere addirittura inutili le norme, con la possibilità di essere sostituiti nelle valutazioni? Tutto questo obbliga il medico legale ad avere competenze plurime, e di ciò occorre tenere conto nei percorsi formativi. Un medico che non è più semplicemente il medico dell'autopsia o il medico settore, ma una figura capace di essere moderna e al tempo stesso 'analogica', radicata nel principio di personalità".

Sul governo del cambiamento si concentra Luisa Regimenti, assessore al Personale, alla Sicurezza urbana, alla Polizia locale, agli Enti locali e all'Università della Regione Lazio, evidenziando come "la medicina legale, al pari di molte altre discipline mediche, sta attraversando una fase di profonda evoluzione". Per l'assessore "l'innovazione costituisce una risorsa fondamentale per rendere la medicina legale sempre più accurata, affidabile ed efficace" considerando sempre che "il contributo umano rimane insostituibile nell'interpretazione dei dati, nella corretta contestualizzazione delle evidenze e nella formulazione di valutazioni fondate sul rigore scientifico e sui principi etici che caratterizzano la professione".

Una professione che resta sempre più al centro del mondo sanitario. "La società italiana di medicina legale in questo momento sta contribuendo a una sessantina di linee guida - spiega il professore emerito Francesco Introna, presidente SIMLA - oltre ad aver prodotto delle buone pratiche proprie e altre in corso di lavorazione". Dalla comunità scientifica arrivano le voci dei presidenti del Congresso. Il professore Antonio Oliva (Università Cattolica del Sacro Cuore) ne sottolinea il valore costituito dal radicamento accademico: "L'università, in definitiva, è il luogo in cui il sapere scientifico incontra il metodo critico, dove si formano i futuri medici legali, ma anche il contesto in cui si sviluppa la cultura del rigore metodologico e dell'indipendenza scientifica, elementi che rappresentano il fondamento della nostra professione". E proprio sull'identità della disciplina si sofferma il professor Luigi Tonino Marsella (Università degli Studi di Roma Tor Vergata): "La nostra è una disciplina antica ma assolutamente in linea con i tempi moderni, per la sua capacità di evolversi e di innovarsi, fungendo da ponte tra scienza medica e diritto e garantendo il rispetto dei principi costituzionali". Un impegno con uno sguardo rivolto al futuro, come ricorda la professoressa Paola Frati (Sapienza Università di Roma): "I primi ringraziamenti vanno ai giovani, loro lo sanno, sono un po' la mia ossessione. Ci tengo tantissimo, perché senza giovani non siamo niente. I giovani sono protagonisti assoluti di questo convegno e i numeri sono importanti: 212 abstract e 24 linee di ricerca. Hanno risposto da tutta Italia, e sottolineo che negli abstract sono compresi anche alcuni non di provenienza universitaria. Quindi la ricerca c'è, e c'è in tutta la medicina legale italiana". E al futuro guarda infine il professor Vittoradolfo Tambone (Università Campus Bio-Medico di Roma), che ha richiamato la necessità per la disciplina di entrare nella progettazione stessa degli strumenti di intelligenza artificiale, tema al centro del workshop precongressuale "AI & Medicina Legale" ospitato ieri al Campus Bio-Medico. Domani, venerdì 19 giugno, il professore Tambone presenterà la relazione di sintesi del piano strategico triennale della Società Scientifica.

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