AGR Agenzia di Stampa
Di Gianluca Croce :: 14 settembre 2026 15:44
Opera Sila scrive una storia di sentimento, bellezza e memoria: la musica di Awa Ly, Nico Arezzo e Motta incanta Tirivolo

(AGR) Un pubblico sempre più numeroso anche da fuori regione – da Puglia, Sicilia, Abruzzo e Roma – attratto dalla formula che porta la musica dentro il paesaggio. Tra etnobotanica, chimica e il racconto degli abeti che costruirono la Reggia di Caserta
TIRIVOLO, SILA PICCOLA – Un'altra domenica firmata Opera Sila, plasmata dalla filosofia di un festival che non chiede al pubblico semplicemente di assistere, ma di partecipare: camminare, fermarsi, ascoltare. E lasciarsi sorprendere.
E c'è un elemento che conferma come Opera Sila stia diventando un richiamo che supera i confini regionali. Tra le centinaia di persone che hanno raggiunto la Sila Piccola ci sono molti partecipanti arrivati da fuori regione: dalla Puglia alla Sicilia, dall'Abruzzo a Roma. Persone che si sono messe in viaggio incuriosite da una formula poco consueta: un festival che porta la musica dentro il paesaggio, rifuggendo il concerto tradizionale, alternando ascolto a incursioni artistiche inattese e affidando alla divulgazione il compito di svelare le storie del luogo.
Gli abeti che hanno costruito la Reggia e la chimica del benessere
A guidare il percorso, le guide ambientali del Parco Nazionale della Sila coordinate da Giovanni Vizza. A far entrare il pubblico nella storia del bosco, l'etnobotanico Carmine Lupia, che ha raccontato come la vicenda degli alberi sia legata a quella degli uomini che qui hanno abitato e lavorato: boscaioli che per generazioni hanno ricavato il legname per la vita quotidiana e per grandi opere architettoniche.
Proprio l'abete bianco, che cresce tra Tirivolo e il Monte Gariglione, porta con sé una storia che supera la Calabria: il suo legname servì per la costruzione della Reggia di Caserta. Durante le ere glaciali, l'area tra Sila e Serre fu uno dei rifugi meridionali della specie: mentre i ghiacci avanzavano sull'Europa, qui alcune piante sopravvissero per poi riespandersi a nord. La sua resistenza all'inquinamento lo ha reso per decenni risorsa per programmi di rimboschimento in diversi Paesi europei.
Dalla storia alla scienza, senza perdere il filo del racconto. Giosuè Costa, docente di chimica all'Università Magna Graecia di Catanzaro, ha spiegato scientificamente quella sensazione di benessere che si prova immersi nel verde. Al centro, lo studio sulle molecole volatili presenti negli aghi dell'abete bianco e del pino laricio: molecole che entrano nel naso, raggiungono i recettori e producono una risposta. Nelle simulazioni al computer alcune hanno mostrato la capacità di legarsi allo stesso sito recettoriale delle benzodiazepine, mentre gli esperimenti sui topi hanno evidenziato una risposta compatibile con un effetto ansiolitico.
Awa Ly, Nico Arezzo e Motta: la musica non copre, amplifica
Interventi che si sono alternati alla musica senza interrompere la magia di un'arte che qui chiede permesso alla natura per mescolarsi con essa.
Awa Ly è comparsa dal bosco quasi come se la sua voce potente e suadente fosse già lì. Canto e tamburo. Una presenza magnetica che non ha avuto bisogno di annunciarsi. La sua performance è diventata un rito collettivo, una preghiera alla Terra e alla ricchezza della diversità. Radicarsi, sentire la terra sotto il corpo, riconoscersi parte di qualcosa. Anche il suono del Koshi, con vibrazioni ispirate ai quattro elementi naturali, ha creato un'atmosfera sospesa, fuori dal tempo.
Ed è forse questa l'intuizione più bella di Opera Sila: la musica non arriva per coprire il bosco, ma per amplificarne l'ascolto. Poi il cammino è proseguito fino alla Valle Luminosa, sul Fiume Crocchio, primo Luogo del Belsentire inaugurato nel Parco Nazionale della Sila, parte della mappa dei territori con paesaggio sonoro eccezionale. Qui il paesaggio si apre come un anfiteatro naturale. Gli alberi fanno da quinte, il fiume accompagna il silenzio.
In questo spazio Nico Arezzo, con fare delicato, ha imbracciato la chitarra per cantare una storia toccante di Sud e di emigrazione: un ragazzo che cresce, guarda la sua terra, va via e si accorge che la sua terra resta uguale mentre lui si ammala rincorrendo il mondo. Un live caldo, essenziale, dalla penna intimistica.
Ad entusiasmare anche l'imboscata tra le baracche dai tetti rossi del Villaggio Grechi, dove il trio Antonio Pascuzzo, Nico Arezzo e Awa Ly ha intonato le canzoni di Pino Daniele.
Infine, tutti sull'erba davanti alla chiesetta di Villaggio Grechi per Motta, una delle voci più intense della scena indie. Da solo, tra chitarra e tastiera, senza band, ha proposto "La fine dei vent'anni", "Vivere o morire", "Sei bella davvero", "La nostra ultima canzone" e "La musica è finita".
Il punto di non ritorno è stata "Ed è quasi come essere felice", che lui definisce la sua "Vaffanculo" di Masini, con il suo mondo di interrogativi e inquietudini. Con la platea, composta per lo più da giovanissimi, è nato un dialogo spontaneo, quasi una conversazione a tu per tu.
Un modello che fa bene anche al territorio
Opera Sila ha regalato un'altra occasione per ricordarci che la bellezza della natura non ha bisogno di effetti speciali. L'arte può accompagnarla. La musica amplificarla. La scienza aiutarci a comprenderla. Ma nessuna deve coprirla.
Che la formula funzioni lo raccontano anche gli operatori dell'accoglienza. Le strutture ricettive, coinvolte grazie al progetto "Do ut Jazz" sostenuto dalla Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, registrano numerose prenotazioni legate al festival, in un periodo tradizionalmente non di alta stagione. Un segnale concreto di come una proposta culturale possa generare movimento per l'economia locale.
Il festival prosegue
Opera Sila è un festival gratuito ideato da Vivodimusica con la direzione artistica di Antonio Pascuzzo, che intreccia musica, natura e divulgazione.
L'iniziativa prosegue sabato 19 settembre con Simone Cristicchi, Amara, Coro Opera Sila e Ensemble Vocale Luminae diretto dal M° Giovanna Massara e domenica 20 settembre con Simona Sciacca, Alessandro Chimienti e Rocco Papaleo. Il programma sarà modulato in base al meteo, monitorato da Francesco Benevento della Stazione Meteorologica di Sant'Elia. La giornata di sabato 12 settembre, rinviata per maltempo, è riprogrammata per sabato 27 settembre con Raiz & Solis String Quartet.
Il progetto è realizzato con il sostegno della Regione Calabria – Fondi POC 2014/2020 – "Calabria Straordinaria", con il supporto di DNA Logistica e Paradiso Auto. Partner istituzionali Comune di Taverna, Parco Nazionale della Sila e Reparto Carabinieri Biodiversità di Catanzaro. Prezioso il contributo di volontari e associazioni – Valle dell'Alli, Protezione Civile Angeli della Sila e di Zagarise – e dei ristoratori La Terrazza di Carmine Angotti, Spineto Sapori di Quinto Perri e Azienda Agricola La Podolica.
Alla fine resta una sensazione difficile da spiegare. Come se qualcosa si fosse acceso. Una luce nuova che filtra da una finestra rimasta aperta sulla curiosità.
Contatti Stampa e Informazioni
Rosita Mercatante
Tel. 3891626758 - email:
AGRNEWS
© 1998 - 2026 AGRnews.it