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Di :: 27 maggio 2026 15:26

Ostia, il caos spiagge fa crescere la richiesta dell'autonomia amministrativa

(AGR) Il caos spiagge sul litorale romano rilancia la richiesta di “autonomia” per Ostia. Il passo indietro del presidente del X Municipio Mario Falconi che aveva restituito le deroghe sulle spiagge per difficoltà gestionali, nonostante gli impegni del sindaco Gualtieri è servito a poco. Ora servirebbe un cambio di passo e sopratutto un impegno concreto H24 del Campidoglio per dirimere il contenzioso ed accelerare i tempi per le assegnazioni delle spiagge, sia pure con interventi temporanei.

Pierfrancesco Marchesi (FI X Municipio): “Ci sono 4 mila lavoratori del mare e dell'indotto delle spiagge a rischio. - afferma – Non si vedono soluzioni e le spiagge sono inagibili. Bisogna rilanciare l’autonomia che oggi, alla stato attuale e viste le condizioni dei servizi avrebbe il sostegno anche dell’hinterland. Tutta la cittadinanza chiede un’attenzione diversa per questo territorio. Il Parco del Mare? Non siamo contrari ma serve rivedere la viabilità, la disponibilità di parcheggi.  Sembrerebbe che chi ha realizzato quel progetto non sia mai venuto ad Ostia nel periodo estivo ed abbia dimenticato il flusso di bagnanti che superava il milione di presenze. Dove andranno tutti questi nostri concittadini romani? Negli altri comuni rivieraschi del Lazio nonostante la direttiva Bolkestein non c’è questa situazione di estremo disagio ed allarme sociale. Stiamo mandando i romani a Torvajanica, Anzio, Fiumicino e Fregene”

 
“Altro che rilancio del Mare di Roma: Ostia oggi è diventata il simbolo del caos amministrativo, dell’improvvisazione e dell’abbandono.” Hanno dichiarato ieri in una nota congiunta Fabrizio Santori, capogruppo Lega in Assemblea Capitolina, Monica Picca e Alessandro Aguzzetti, consiglieri della Lega nel Municipio X a seguito degli esposti presentati dalle associazioni del territorio.

“Abbiamo presentato una dettagliata interrogazione per chiedere chiarezza immediata su concessioni, sequestri, contenziosi, ritardi amministrativi e gestione delle spiagge libere. I numeri sono drammatici: su circa 72 stabilimenti balneari, il 25% delle strutture è chiuso, mentre circa 20 stabilimenti risultano ancora in attesa di permessi, verifiche o autorizzazioni. Una situazione senza precedenti.

E il risultato è sotto gli occhi di tutti: spiagge senza servizi, lavoratori fermi, turisti in fuga verso altre località, stabilimenti abbandonati e lungomare nel degrado. Organizzazioni del territorio e operatori parlano apertamente di rischio collasso del sistema balneare romano. E mentre famiglie e imprese aspettano risposte, il Campidoglio continua a rincorrere emergenze che avrebbe dovuto affrontare anni fa. Ancora più grave il quadro emerso attorno alle procedure di gara e ai continui contenziosi amministrativi che stanno paralizzando il litorale. Serve massima trasparenza su quanto accaduto e sulle scelte compiute. Ostia merita sicurezza, servizi, legalità e sviluppo. Non propaganda e improvvisazione.” concludono Santori, Picca e Aguzzetti.

danni negli stabilimenti foto archivio AGR

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