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Di :: 12 maggio 2026 14:17

Ostia, sequestri, minacce, violenze e torture per un borsone con un milione di euro, eseguite sei misure cautelari

(AGR) Dalle prime ore della mattina, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia, sotto la direzione e il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) della Procura della Repubblica di Roma, stanno dando esecuzione a un'ordinanza che dispone misure cautelari nei confronti di 6 persone (3 donne e 3 uomini).

Sul loro conto sono stati raccolti gravi elementi indiziari in ordine alla commissione di reati di sequestro a scopo di estorsione ed estorsione aggravata dall'uso delle armi e dall'azione in più persone riunite. L'operazione, che ha portato alla luce dati di straordinaria gravità, ha avuto ad oggetto un gruppo criminale che per mesi ha seminato il terrore sul litorale romano e nelle zone limitrofe.

 
L'indagine ha svelato una spirale di estrema violenza, innescata dalla sparizione di un "borsone" - originariamente affidato in custodia ad alcune delle vittime - che, secondo le rivendicazioni degli indagati, avrebbe contenuto denaro contante ed orologi di lusso per un valore stimato di oltre un milione di euro, verosimilmente di illecita provenienza.

Il modus operandi degli indagati dimostra notevole determinazione e caratura criminale. Le indagini della Procura e dei Carabinieri hanno documentato ben quattro sequestri di persona a scopo estorsivo (e un tentato sequestro) avvenuti tra luglio e novembre 2025, nell'ambito dei quali sono state poste in essere gravi sevizie nei confronti delle vittime, le quali venivano prelevate in strada con la forza, segregate all'interno di appartamenti o ruderi e legate e sottoposte a minacce e brutali violenze, al fine di acquisire informazioni utili al recupero del contenuto del borsone, asseritamente sottratto agli aguzzini.

Le minacce e le sevizie, in particolare, venivano perpetrate con l'uso di armi da sparo, cesoie martelli, mazze da baseball, mazzette di gomma, materiale ustionante.

Ai medesimi fini il gruppo ha realizzato, inoltre, attentati molto gravi, comprendenti il posizionamento di bombe carta (ordigni esplosivi) sui parabrezza delle autovetture o nei pressi delle abitazioni dei parenti, fino al danneggiamento e al rogo doloso che ha distrutto completamente un'autovettura (Fiat Panda) nella notte del 30 novembre 2025.

Il successo dell'operazione è frutto di un lavoro investigativo di altissimo livello condotto dai Carabinieri di Ostia che hanno efficacemente operato nonostante il clima di profonda omertà e di terrore in cui si trovavano le vittime, alcune delle quali costrette a fuggire di notte verso altre regioni d'Italia per far perdere le proprie tracce.

Le indagini si sono sviluppate, tra l'altro, mediante un approfondito studio "incrociato" dei dati relativi al traffico telefonico e telematico, mediante l'estrazione di copia forense degli smartphone in uso alle vittime, mediante l'acquisizione e l'analisi di filmati tratti dalle videocamere di sorveglianza.

A fronte della gravità dei fatti, il GIP ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di tre uomini, quali esecutori materiali delle violenze più gravi, la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per una donna e l'obbligo quotidiano di presentazione alla P.G. per altre due presunte complici coinvolte negli episodi di tentata estorsione.

Si precisa che il procedimento penale versa nella fase delle indagini preliminari, per cui gli indagati sono da ritenersi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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