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Di E. B.: Redazione AGR :: 31 luglio 2026 14:39
Roma, buste di plastica nel mirino della Forestale, sequestrati 60 kg. e sanzioni per 70 mila euro

(AGR) Nel corso del primo semestre 2026 i Nuclei Carabinieri Forestale del Gruppo di Roma (Marino, Roma, Roma Natura, Velletri) hanno mantenuto alta l’attenzione sull’uso e la commercializzazione delle buste di plastica “tradizionali” e non compostabili. Questi sacchetti sono vietati “alla cassa” sin dal 2011, come prescritto dagli articoli 226 bis e 226 ter del D.lgs 152/2006 (la principale norma di tutela ambientale della Repubblica Italiana).
Nei controlli svolti presso eterogenei punti vendita, spesso nelle attività coordinate con i reparti dell’Arma Territoriale, i Carabinieri Forestali hanno riscontrato numerose irregolarità con esercizi che mettevano a disposizione dei clienti buste non compatibili. In questa prima frazione del 2026 sono state già notificate, a diversi esercizi commerciali, 14 verbali di accertamento di violazioni amministrative, ognuna delle quali prevede il pagamento di una sanzione fino a un massimo di 25.000€.
Da un lato la plastica tradizionale monouso non si degrada nell’ambiente, diventa trappola mortale per flora e fauna selvatica, alimentando le isole di rifiuti degli oceani e, frammentandosi in microplastiche, inquina il suolo e i mari e, addirittura, entrando nella catena alimentare. D’altro canto, l’uso dei sacchetti illegali danneggia le aziende della filiera della bioeconomia, penalizza i commercianti rispettosi delle regole e crea concorrenza sleale basata su prodotti a basso costo ma ad altissimo impatto ecologico, i cui veri oneri si ripercuotono sulla collettività, per il risparmio economico di pochi.
Se durante i propri acquisti vi fossero dubbi sulla qualità dei sacchetti forniti dal punto vendita, i Carabinieri Forestali invitano a osservare con attenzione il sacchetto che deve riportare chiaramente la dicitura “Biodegradabile e compostabile” e (in riferimento alla norma tecnica UNI EN 13432:2002) il marchio di un ente certificatore accreditato (es. CIC – Consorzio Italiano Compostatori, TÜV Austria, DIN Certco, Vincotte). In caso contrario, sempre suggerendo ove possibile l’uso di borse personali e riutilizzabili, si consiglia di rifiutare il sacchetto e chiedere un’alternativa. Il consumatore ha sempre il diritto di non accettare l’imballaggio non a norma, pretendendo uno shopper conforme.
A tutela dell’ambiente e della collettività è necessario segnalare il possibile uso di sacchetti non conformi ai Reparti dei Carabinieri Forestale, contattando il numero di pubblica utilità 1515 o il numero unico di emergenza 112. Si ricorda che le borse compostabili a norma non sono un semplice rifiuto, ma una risorsa per la gestione domestica sostenibile e possono essere riutilizzate per la raccolta differenziata dell’umido (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano – FORSU). La loro composizione ne permette il processo di trasformazione in fertilizzanti naturali negli impianti dedicati (ma non nell’ambiente), e non vanno mai gettati nella raccolta della plastica o multi-materiale, dove darebbero problemi ai processi industriali di recupero.
Resta sempre vietato l’abbandono indiscriminato, di rifiuti e imballaggi, nell’ambiente, grave comportamento di rilevanza penale, che nei casi meno gravi è punita con l’ammenda da 1.500 € a 18.000 €.
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