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Di E. B.: Redazione AGR :: 08 luglio 2026 18:15
Sanità, per colmare il deficiti di infermieri FondItalia finanzia un piano per formare professionisti provenienti dall'estero

(AGR) Formare professionisti sanitari provenienti dall’estero per rispondere alla crescente carenza di personale qualificato nel sistema sanitario italiano. Questo l’obiettivo dell’Avviso FEMI 2026.01, un nuovo strumento per la formazione e l’inserimento professionale di operatori sanitari provenienti da Paesi terzi, presentato oggi da FondItalia, FederTerziario, UGL e AIOP nel corso di una conferenza stampa, moderata da Marzio Bartoloni, giornalista Il Sole 24 Ore e coordinatore 24 ORE Salute, che si è svolta presso la Fondazione Willy Brandt di Roma.
L'iniziativa rappresenta un modello innovativo di incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore sociosanitario, una sperimentazione strategica che coniuga sviluppo delle competenze, inclusione e valorizzazione del capitale umano. Grazie ad una dotazione finanziaria di 500mila euro, l’Avviso finanzierà progetti formativi aziendali e interaziendali destinati alla qualificazione di cittadini stranieri residenti in Paesi terzi, che saranno successivamente inseriti come infermieri in imprese aderenti a FondItalia. «Con l'Avviso FEMI 2026.01, FondItalia offre una risposta concreta a una delle sfide più rilevanti del sistema sociosanitario rappresentato dalla cronica carenza di personale qualificato - sottolinea Egidio Sangue, direttore di FondItalia - mettendo in relazione formazione di qualità e occupazione. Investire nelle competenze degli operatori provenienti dai Paesi terzi significa, infatti, sostenere le aziende del comparto, favorire processi di integrazione regolari e contribuire al rafforzamento della qualità dei servizi di assistenza nel nostro Paese».
L’Avviso consentirà di sostenere il progetto “La Salute bene Comune”, promosso da un partenariato composto da FederTerziario Formazione, INFORJOB, e JOBCONSULT, che mira a fornire soluzioni strutturali e durature all’annoso problema della carenza di personale all’interno del sistema sanitario del nostro Paese. Il partenariato ha già raccolto la manifestazione di interesse di 20 imprese italiane, che hanno espresso l’intenzione di partecipare al programma e di assumere il personale selezionato e formato in Argentina.
Su questo impianto si innesta il contributo delle parti sociali del Fondo. «É necessario superare la logica dell’emergenza e costruire una risposta strutturale e di qualità alla crescente carenza di personale infermieristico che interessa il sistema sanitario italiano – spiega Alessandro Franco, segretario generale di FederTerziario - In quest’ottica, la Confederazione aderisce al progetto con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di soluzioni concrete e sostenibili per il settore. FederTerziario prenderà parte attivamente al Comitato di Indirizzo del progetto, svolgendo un ruolo di rappresentanza, tutela e supporto delle imprese del comparto privato, collaborando con i partner dell’ATS e con i coordinatori internazionali per monitorare l’andamento delle attività e favorire il raggiungimento degli obiettivi previsti».
Le attività formative saranno realizzate in Argentina e in Italia, secondo un modello integrato finalizzato a preparare i partecipanti all’ingresso in Italia e all’esercizio della professione all’interno delle strutture italiane.
«L'esigenza di favorire un flusso ordinato e strutturato del personale sanitario, soprattutto paramedico, che risponda alle carenze d’organico note nel settore è perfettamente presente in questo progetto – ha sottolineato Marco Petacco, Capo Segreteria di Massimo Dell'Utri, Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, portando i saluti del Sottosegretario -. Durante la pandemia ero console generale a Buenos Aires e ho potuto toccare con mano la grande disponibilità del personale medico e paramedico a venire in Italia per l’emergenza. Salutiamo quindi con grande soddisfazione che si dia corso a questa prima assunzione di 200 persone, con l’auspicio che l’America Latina, che è affine per competenze linguistiche, possa diventare un bacino a cui attingere sempre di più tramite processi di formazione e inserimento».
Il valore di aver avviato una stretta collaborazione con un paese molto vicino culturalmente come l’Argentina è stato evidenziato anche da Mario Alejandro Borghese, Senatore della Repubblica Italiana – Circoscrizione America Meridionale: «Questo progetto è molto importante per due motivi: la presenza italiana in America Latina e la cultura molto simile a quella italiana. I rapporti tra Argentina e Italia sono fortissimi, ma anche in paesi come Brasile, Perù, Colombia e Cile c’è un grande potenziale grazie al nuovo accordo tra Mercosur e Unione Europea, e non solo nel settore sanitario. È un progetto trasversale che coinvolge università argentine molto importanti come quella di Cordoba. Mi auguro che questo sia l’inizio di altri progetti che coinvolgano altre professioni per favorire l’accesso degli oriundi italiani che vogliono tornare in Italia per lavorare».
La formazione nel paese sudamericano sarà svolta presso le sedi delle Università partner ed avrà una durata complessiva di 380 ore: «Non possiamo limitarci ad accogliere professionisti stranieri - spiega Simone Bentrovato, presidente FederTerziario Socio-Sanitaria - senza un piano serio di integrazione e formazione: il paziente, chiunque esso sia, merita standard di qualità e sicurezza che solo una preparazione adeguata può garantire. La carenza di infermieri non è un’emergenza temporanea è una sfida strutturale che richiede risposte altrettanto strutturate».
Una prospettiva condivisa anche dal mondo dell’ospedalità privata, chiamato a dare risposta immediata al fabbisogno di personale. Lo conferma Filippo Leonardi, Direttore Generale AIOP, secondo cui «la sperimentazione promossa da FondItalia, può aprire nuove prospettive per il reclutamento delle risorse qualificate di cui il nostro sistema sanitario ha costante bisogno. È una criticità che riguarda il privato come il pubblico e che non può essere risolta soltanto con la leva economica, perché oggi il personale italiano non è sufficiente a coprire il fabbisogno crescente di salute. L’elemento davvero innovativo dell’iniziativa è che la formazione non riguarda personale già presente nelle aziende, come avviene abitualmente nei fondi interprofessionali, ma su candidati professionisti che vengono preparati appositamente in vista dell’assunzione. Le nostre strutture hanno manifestato un interesse molto superiore ai 200 posti previsti dal progetto, ma si confida nel successo del progetto sperimentale proprio perché possa essere ripetuto nel futuro: da una prima ricognizione è emersa una disponibilità immediata ad accogliere fino a 1.500 infermieri, con particolare attenzione anche al tema dell’alloggio, soprattutto dove il costo della vita rischia di diventare un ostacolo».
L'iniziativa coglie la peculiarità di un quadro demografico e sanitario in profonda trasformazione. Secondo i dati ISTAT (1° gennaio 2025), la popolazione straniera residente in Italia ha raggiunto i 5 milioni e 371 mila unità, pari al 9,1% della popolazione totale. Sul fronte del personale, al 30 aprile 2025 si stimano circa 43.600 infermieri stranieri operanti in Italia, di cui 26.600 regolarmente iscritti all’albo professionale, con una crescita del +47,3% dal 2020. Nonostante questo incremento, il deficit strutturale rimane critico.
«La formazione è la chiave per trasformare il fabbisogno di personale in occupazione qualificata e regolare. L’iniziativa di FondItalia - commenta Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl - rappresenta una risposta concreta alla carenza di operatori nel settore sociosanitario, coniugando accoglienza, competenze e dignità del lavoro. Come Ugl sosteniamo un modello che valorizza la formazione, garantisce percorsi di integrazione fondati sul rispetto delle regole e risponde alle esigenze delle imprese e dei cittadini».
A completare il quadro, l’attenzione agli standard professionali e ai meccanismi di verifica lungo tutta la filiera. «Il progetto finanziato - aggiunge Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale UGL Salute - prevede la formazione mirata di personale infermieristico in Argentina e il successivo trasferimento in Italia, offrendo una soluzione concreta agli organici insufficienti. Il controllo diretto sul percorso formativo permetterà di verificare i requisiti tecnico-linguistici e l'idoneità clinica dei professionisti prima del loro ingresso, garantendo standard d'eccellenza per il nostro SSN».
Alla presentazione del progetto ha partecipato anche Carmelo Gagliano, Vicepresidente nazionale FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche), che ha manifestato interesse verso l’iniziativa: «Si tratta di un progetto virtuoso volto a garantire l’inserimento di professionisti adeguatamente formati per colmare un gap sempre più avvertito. Solo in Europa mancano un milione di infermieri».
L’Avviso FEMI 2026.01 si pone, dunque, come modello replicabile di incontro tra domanda e offerta nel settore sociosanitario, con l’obiettivo di rafforzare in modo strutturale la disponibilità di personale qualificato e sostenere la tenuta del sistema sanitario nel medio-lungo periodo. Il progetto è sostenuto da Federterziario e UGL – in sinergia con le rispettive federazioni Federterziario Socio-sanitaria e UGL Salute – e da AIOP.
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