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Di E. B.: Redazione AGR :: 21 luglio 2026 13:25
XXI Goletta dei Laghi, presentati i dati sull'inquinamento dei laghi del Lazio

(AGR) Secondo il monitoraggio microbiologico dei 10 laghi laziali di Bolsena, Vico, Bracciano, Albano, Canterno, Fogliano, Turano, del Salto, Fondi e Sabaudia effettuato dalla Goletta dei Laghi 2026, la campagna storica di Legambiente per la tutela delle acque dei bacini lacustri italiani su 24 punti monitorati, 18 campioni (il 75%) sono risultati nei “limiti di legge”, 5 “fortemente inquinati” e 1 “inquinato”.
Nel dettaglio, tra i monitoraggi di Legambiente che hanno portato alla luce maggiori criticità ci sono i 3 punti monitorati nel Lago di Sabaudia, risultati tutti "fortemente inquinati": l'arrivo al lago del canale alla fine di Strada Selva Piana (località Selva Piana), del canale su via Orsolini Cencelli e del fosso sotto Via dei Bersaglieri a Sabaudia (LT). Tutti i punti sono noti per aver registrato criticità anche negli anni passati, tranne l'ultimo, nuovo ai monitoraggi.
Sul Lago di Fondi, di 2 punti campionati, 1 risulta " fortemente inquinato": il canale San Magno a Fondi (LT), peggiorato rispetto allo scorso anno quando era “entro i limiti”. Il secondo punto campionato, il canale San Vito a Monte San Biagio (LT), invece, è risultato "entro i limiti", registrando un miglioramento (lo scorso “fortemente inquinato”).
Passando alla provincia di Viterbo, nel Lago di Bolsena, di 6 punti monitorati, 1 è risultato "inquinato" (la foce del fosso lungo viale Luigi Cadorna a Bolsena (VT), lo scorso anno “fortemente inquinato); 5 "entro i limiti di legge": la foce del torrente nei pressi del parco giochi sul lungolago di Montefiascone (VT), il punto presso la spiaggia in fondo a Via Cava a Marta (VT), il lago fronte la foce del fosso Cannello in località La Grata a Gradoli (VT), il canale in località Prati Renari a San Lorenzo Nuovo (VT), confermando il trend positivo degli ultimi anni; e il lungolago all’altezza di Via Guglielmo Marconi 601° Marta (VT), campionato per il primo anno.
Sul Lago di Vico, di 2 punti campionati, sono risultati entrambi “entro i limiti" per la presenza di microrganismi di origine fecale, come gli anni passati: il lago nei pressi del ristorante “La Bella Venere” (località Scardenato a Caprarola (VT)) e un punto a 500 metri a sinistra di Punta del Lago a Ronciglione (VT).
Passando alla provincia di Roma, 3 punti campionati sul Lago di Bracciano, tutti risultano "entro i limiti", confermando una assenza di criticità che prosegue dal 2023: il canale presso l’incrocio fra via della Rena e via San Pietro a Trevignano Romano (RM), la foce del fosso della Lobbra a Bracciano (RM) e il lungolago delle Muse presso la nautica, in località Vigna di Valle ad Anguillara (RM).
"Entro i limiti" i 2 punti campionati nel Lago Albano di Castelgandolfo presso via Spiaggia del lago 20 e in via dei Pescatori, nei pressi del Ninfeo Brigantino, a Castel Gandolfo (RM). Il primo punto, risultato "fortemente inquinato" nel 2023, ha mostrato un andamento altalenante negli anni precedenti. Il secondo, campionato dal 2019, è dal 2020 “entro i limiti di legge”.
In Ciociaria, il Lago di Canterno ha registrato giudizi “entro i limiti” per i 2 punti campionati: il lago presso il fosso del Diluvio e il lago a metà della sponda ovest a Ferentino (FR), confermando l’assenza di criticità dal 2016.
Come sempre negli ultimi anni, è positivo il resoconto in provincia di Rieti: nel Lago di Turano è "entro i limiti" l'unico punto monitorato a via del Lago 1 a Colle di Tora (RI), privo di criticità dal 2022.
Così come i 2 punti monitorati (a Petralla Salto e a Borgo San Pietro) nel Lago del Salto, risultati - come lo scorso anno - "entro i limiti".
I dati sono stati presentati questa mattina a Sabaudia (LT) in conferenza stampa presso il Belvedere di Sabaudia (Lago di Paola) con gli attivisti e le attiviste del Cigno Verde che hanno esposto uno striscione con scritto “CHE VERGOGNA” per puntare l’attenzione alla qualità dell’acqua sul lago pontino.
Non solo monitoraggi microbiologici, Legambiente, in occasione delle tappe nel Lazio della Goletta dei laghi è tornata a denunciare anche gli effetti della crisi climatica e della pressione dell’uomo sui bacini lacustri facendo tappa nei giorni scorsi ai laghi di Canterno, Fondi, Albano e Turano, per finire il 23 luglio con l’ultimo appuntamento regionale sul Lago di Vico. Grandi criticità sono emerse: come al lago Albano, dove secondo il report “Laghi sotto pressione” si sono persi oltre 45 milioni di metri cubi d’acqua, con un abbassamento del livello superiore a 6 metri (6,5 m a fine 2024 - inizio 2025) e una perdita di volume nelle falde di quantità ancor maggiori. Al Lago di Canterno l’associazione ha denunciato la fortissima eutrofizzazione del lago dove il fondale si sta sollevando di anno in anno, a causa di fanghi e sostanze limose che si depositano man mano e che provengono dallo sbocco del depuratore intercomunale di Fiuggi, Trivigliano e Torre Cajetani, innalzamento che ha dimezzato la portata d’acqua dell’invaso dove da anni, neanche i canadair antincendio riescono a rifornirsi per mancanza di fondale.
Sul Lago di Fondi, dopo la proposta di contratto di Lago, l’associazione del Cigno Verde ha pubblicato i risultati delle analisi delle acque specifiche per il territorio dove, ogni anno, forti criticità emergono e tutte a causa di mancanza di depurazione ben nota alle istituzioni locali ma mai risolta.
Legambiente ha fatto tappa nel Lazio anche sul Turano, dove la crisi climatica e il caldo lungo le coste sta moltiplicando le presenze giornaliere lungo le rive, in ambienti sani e incontaminati, messi a dura prova dalla pressione turistica mordi e fuggi e dove i piccoli comuni locali hanno bisogno di maggior forza e sostegno economico per gestire al meglio la magnifica porzione di territorio che custodiscono. Le tappe, organizzate con i circoli Legambiente di Fiuggi, valli del Salto e Turano, Appia Sud, intercomunale di Monte S.Biagio e Fondi, dopo il passaggio di Sabaudia si concluderanno sul Lago di Vico il 23 luglio, dove il circolo Lago di Vico, in collaborazione con la Riserva Regionale Lago, tornerà ad accendere l’attenzione sul principale problema del Lago di Vico: i livelli allarmanti di fosforo e la mancanza di ossigeno delle acque, causata dal massiccio uso di fertilizzanti chimici nell'agricoltura intensiva circostante.
“È positiva la fotografia che emerge dai monitoraggi della Goletta dei laghi 2026 sui laghi laziali – dichiara Stefano Raimondi, portavoce Goletta dei laghi e responsabile biodiversità Legambiente -. Sembrano infatti diminuire le criticità e i punti che storicamente hanno mostrato concentrazioni fuori dai limiti di legge. Speriamo che questi risultati siano il frutto di interventi strutturali e non casuali. Non si può dire lo stesso, invece, dei laghi costieri latinensi e i canali che li alimentano (Fogliano, Fondi e Sabaudia) che continuano a mostrare forti criticità legate alla scarsa o mancata depurazione, che vanno monitorati con attenzione e richiedono interventi strutturali”.
“I risultati di Goletta dei Laghi mostrano sempre meno criticità nei laghi laziali, nei luoghi che abbiamo monitorato e dove abbiamo denunciato problemi per oltre vent’anni - dichiara Roberto Scacchi, presidente Legambiente Lazio – un grande successo per l’ambiente e della nostra campagna; ma abbiamo anche visto un aumento delle problematiche sui laghi pontini. In particolare, qui dove presentiamo i nostri dati annuali, sul Lago di Sabaudia, esponiamo lo striscione con scritto “Che Vergogna” perché in questo lago tutti i prelievi danno un risultato di acqua fortemente inquinata. Non consegniamo patenti di balneabilità o valutazioni sullo stato complessivo dei laghi, tantomeno vogliamo sostituirci alle autorità competenti ma è sempre più evidente che grandi e note criticità mettano in pericolo lo stato ecologico del lago e, potenzialmente anche del mare antistante: ci sono troppi scarichi non depurati che entrano qui e in tutti i laghi pontini, criticità che vanno aggredite e finalmente risolte come altrove si è riuscito a fare in questi anni”. Sotto forma di esposto Legambiente, infatti, invia oggi stesso i risultati di Goletta nei Laghi del Lazio ai Comuni coinvolti, gestori del servizio idrico, parchi, carabinieri forestali, autorità di bacino, consorzi di bonifica, Provincie e Regione, mettendosi a disposizione per ulteriori approfondimenti e per finalizzare indagini e operazioni risolutorie. “Il rifugio climatico naturale che i laghi rappresentano e l’importanza sempre più strategica di una risorsa idrica preziosa e delicata, nell’era della febbre del pianeta, sono elementi evidentissimi – conclude Scacchi - curarne qualità dell’acqua e tenuta dei bacini è una priorità assoluta verso lo scenario climatico territoriale futuro: noi non ci fermeremo mai finché ci sarà ancora anche solo un fattore inquinante che ne mette a repentaglio la bellezza e il valore, in chiave di servizi ecosistemici assolutamente indispensabili a tutti noi”.
Il monitoraggio scientifico. I prelievi di Goletta dei Laghi sui laghi laziali sono stati realizzati tra il 7 e il 9 luglio 2026 da tecnici, volontarie e volontari di Legambiente Lazio. I campioni per le analisi microbiologiche sono stati prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che ha avuto luogo lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici – Enterococchi intestinali ed Escherichia coli – classificando come “inquinati” i campioni che superano i limiti di legge e come “fortemente inquinati” quelli che li superano di oltre il doppio, secondo quanto stabilito dalla normativa nazionale sulle acque di balneazione (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010).
I monitoraggi di Goletta dei Laghi non vogliono sostituirsi ai controlli ufficiali e non certificano la balneabilità dei punti di campionamento, che vengono scelti in base al rischio potenziale di inquinamento, sulla base delle segnalazioni dei circoli di Legambiente e dei cittadini tramite il servizio SOS Goletta. Foci di fiumi, torrenti, scarichi e piccoli canali rappresentano le principali vie di contaminazione batterica nei laghi, a causa di una depurazione insufficiente o di scarichi abusivi.
Legenda. Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:
-INQUINATO: Enterococchi Intestinali > 500 UFC (Unità Formanti Colonia) /100ml e/o Escherichia Coli > 1000 UFC/100ml
-FORTEMENTE INQUINATO: Enterococchi Intestinali > 1000 UFC/100ml e/o Escherichia Coli >2000UFC/100ml
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