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Roma, ai domiciliari borseggia un anziano durante un permesso.....ed allora torna in carcere

L’uomo sottoposto agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico per il reato di rapina,  approfittando dei permessi concessigli,  il 9 luglio scorso,  ha derubato del portafoglio un anziano di 81 anni, al quale aveva chiesto con una scusa un passaggio in auto.

printDi :: 02 agosto 2022 20:21
Roma, ai domiciliari borseggia un anziano durante un permesso.....ed allora torna in carcere

(AGR) Gli agenti della Polizia di Stato dell’XI Distretto San Paolo ieri hanno dato esecuzione ad una ordinanza di ripristino di custodia cautelare in carcere emessa dalla Corte d’Appello di Roma,  nei confronti di un cittadino italiano 52enne poiché gravemente indiziato di  furto.

L’uomo infatti, già sottoposto agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico per il reato di rapina,  approfittando dei permessi concessigli,  il 9 luglio scorso,  ha derubato del portafoglio un anziano di 81 anni, al quale aveva chiesto con una scusa un passaggio in auto.

 
La vittima, solo dopo averlo accompagnato, si è accorta del furto della sua borsa che era sul sedile posteriore dell’ autovettura, da parte del passeggero che nel frattempo si era allontanato. All’interno, oltre ai documenti, era presente una carta bancomat con la quale, successivamente, ha scoperto, che ignoti avevano prelevato la somma di 3200 euro.

A seguito degli accertamenti effettuati dagli investigatori, grazie anche alla descrizione fornita dal denunciante e alle immagini delle telecamere di sorveglianza della banca,  che hanno ripreso l’uomo mentre, insieme ad una complice, effettuava alcuni prelievi, si è riusciti ad identificare e a rintracciare l’autore del furto.

Il soggetto è stato riconosciuto e velocemente rintracciato presso la sua abitazione poiché già noto agli uffici per i suoi precedenti di polizia. Denunciato all’Autorità Giudiziaria, gli agenti hanno richiesto per lui l’aggravamento della misura cautelare già in atto degli arresti domiciliari, ottenendo così l’ordinanza di ripristino della custodia cautelare in carcere.

Ad ogni modo l’indagato è da ritenere presunto innocente, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

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