Aggressione a sfondo razziale ad un cittadino afgano, picchiato selvaggiamente nella stazione di Ponte Mammolo

La vittima un cittadino afgano di 36 anni è stato assalito all'interno della stazione da un italiano che lo ha insultato e colpito ripetutamente. Bloccato dalla polizia ha continuato ad inveire contro l'immigrato. L'uomo arrestato ha una croce celtica tatuata

printDi :: 09 settembre 2021 19:37
Aggressione a sfondo razziale ad un cittadino afgano

Aggressione a sfondo razziale ad un cittadino afgano

(AGR) Un intervento molto particolare quello effettuato dai poliziotti, martedì pomeriggio, presso la stazione metro di Ponte Mammolo per la segnalazione di una lite animata al NUE 112.

Appena arrivati sul posto, infatti, gli agenti hanno constato che la lite si era trasformata in un’aggressione. All’interno dell’ingresso della metro B, in un’attività commerciale, a terra, i poliziotti hanno infatti trovato un cittadino afgano di 36anni che era stato appena picchiato. Calci e pugni ed un coperchio in plastica, queste le modalità utilizzate dall’aggressore per colpire l’uomo, apostrofato anche nel corso della violenza con epiteti ingiuriosi a sfondo razziale.

Soccorsa immediatamente la vittima, che è stata trasportata in ospedale in codice giallo da personale del 118, i poliziotti hanno effettuato un primo accertamento e un sopralluogo sul posto alla ricerca dell’autore del reato.

R.C., 42enne, romano, è stato individuato dai poliziotti  del IV Distretto San Basilio, diretto da Eugenio Ferraro, e da quelli della Sezione Volanti, diretta da Massimo Improta, a breve distanza. L’uomo, nonostante abbia provato a sfuggire, è stato bloccato. Tracce ematiche sono state trovate dagli investigatori sulle sue mani e sulla maglietta. R.C., che ha rivendicato la responsabilità del gesto compiuto, ribadendo la sua posizione nei confronti del cittadino straniero che ha continuato ad insultare, è stato arrestato per lesioni aggravate, anche dalla discriminazione razziale. Nel corso degli accertamenti l’uomo ha fatto poi notare agli agenti una croce celtica, tatuata sul dorso della sua mano sinistra, proprio a sottolineare la sua fede politica. Ora è caccia all’altro aggressore.

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