Carabinieri, conclusa l'operazione "Nemesi", quattro arresti per omicidio

Gli indagati per l'omicidio Paternò, quattro allevatori dell'area agricola di Enna, sarebbero anche responsabili di alcuni incendi avvenuti nel luglio scorso in aree agricole tra i comuni di Enna e di Pietraperzia. Reati commessi al fine di utilizzare i campi per il pascolo degli animali.

printDi :: 03 dicembre 2021 11:40
Carabinieri, conclusa l'operazione Nemesi, quattro arresti per omicidio

(AGR) I Carabinieri hanno arrestato 4 soggetti indagati per “omicidio aggravato”, “distruzione di cadavere” e “incendio seguito da danneggiamento”. Si tratta di D.M.F., 63enne, pregiudicato, D.M.C.S.G., 24enne, D.M.G. 36enne e S.G., 25 enne, tutti allevatori di Pietraperzia, in provincia di Enna.

Le attività di indagine, coordinate dalla D. D. A. di Caltanissetta, avrebbero fatto emergere un grave quadro indiziario, a carico dei soggetti sopra indicati, in relazione all’omicidio di Paternò Andrea, i cui resti carbonizzati furono rinvenuti il 13 luglio 2020, in località Arcera agro di Enna, all’interno del cassone del proprio autocarro Mitsubishi L200.

In particolare, gli accertamenti sviluppati dai militari dell’Arma dei Carabinieri attraverso attività informativa, analisi di sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, intercettazioni ambientali e telefoniche, nonché analisi tecnica del traffico telefonico hanno permesso di accertare il movente del delitto in un pregresso credito di oltre 20.000 euro, degli odierni indagati verso la vittima. In questo quadro, si inserirebbe l’ennesimo litigio tra il Paternò ed gli indagati conclusosi con l’uccisione e successivamente la distruzione del cadavere della vittima in altro sito, cospargendone il corpo con liquido infiammabile, acquistato il pomeriggio stesso dell’omicidio, e dandogli fuoco sotto alcune balle di fieno nel cassone del proprio pick-up. Le attività di indagine hanno, infine, fatto emergere un grave quadro indiziario, a carico degli indagati D.M.C.S. e D.M.G., in ordine ad alcuni incendi avvenuti nel decorso mese di luglio in aree agricole tra i comuni di Enna e di Pietraperzia. Tali reati sono stati commessi al fine di imporre la propria pretesa di utilizzare indebitamente quelle aree per i loro capi di bestiame, in sprezzo di qualsiasi rispetto del diritto di proprietà. Questi ultimi reati appaiono, ancora una volta, sintomatici della pretesa degli indagati di imporre il controllo sul territorio con modalità senza dubbio assimilabili a quelle delle consorterie mafiose.

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