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Roma, ai domiciliari spacciatore che aveva trasformato l'appartamento in un Fortino della droga, sequestrati 2kg di metanfetamine

Il Fortino era adibito a centro operativo “vigilato” da telecamere e la mobilità urbana era utilizzata quale canale privilegiato per la diffusione. Trovati nell'appartamento circa 2 kg di stupefacente tra pasticche azzurre di metanfetamina e shaboo. Rinvenuti 13 mila euro in un armadio

printDi :: 02 maggio 2026 18:32
Polizia la droga sequestrata

Polizia la droga sequestrata

(AGR) Aveva “arredato” la sua stanza, all’interno di una abitazione condivisa, come una vera e propria base logistica dello spaccio, presidiata da un sistema di videosorveglianza per monitorare accessi e movimenti sospetti, e destinata parallelamente ad alimentare una rete di approvvigionamento che trovava sbocco anche nei flussi della metropolitana capitolina.
È quanto ricostruito dagli agenti del nucleo PolMetro della Polizia di Stato all’esito di un intervento nato da un ordinario controllo lungo le banchine della fermata “Vittorio Emanuele”.

È stato un rigonfiamento della tasca dei pantaloni, unito al suo atteggiamento visibilmente nervoso, ad insospettire una pattuglia in transito nel sottosuolo.

 
Gli immediati approfondimenti, seguiti dalla perquisizione personale dell’uomo, hanno restituito agli agenti un primo quadro di una evidente filiera gestita tra i sottopassaggi della metropolitana capitolina. Al seguito, il giovane nascondeva 110 compresse di colore arancione, risultate riconducibili -all’esito di accertamenti tecnici- alla cosìdetta “yaba”, una sostanza sintetica diffusa soprattutto nei mercati asiatici, composta da una miscela di metanfetamina e caffeina, nota per i suoi effetti altamente stimolanti e per l’elevato potenziale di dipendenza.

Il quadro chiaro dell’attività strutturata sottesa è emerso dalla successiva perquisizione domiciliare, eseguita dagli stessi agenti nonostante un labile tentativo dell’uomo di fornire un falso indirizzo di residenza, vanificato dal rinvenimento di una ricevuta di pagamento del condominio, che ha guidato i poliziotti in via dei Salesiani.

Qui, l’immagine fotografata dagli agenti ha restituito i contorni di una attività ‘solida’, in cui la gestione dello stupefacente -dalla custodia alla distribuzione- risultava organizzata secondo logiche di compartimentazione e controllo, con la stanza a lui in uso adibita a centro operativo “vigilato” da telecamere e la mobilità urbana quale canale privilegiato per la diffusione.

All’interno della stanza, nascosti in una valigia ed una busta, entrambe chiuse con tanto di lucchetto, sono stati trovati circa 2 kg di stupefacente tra pasticche azzurre di metanfetamina e shaboo, oltre a bilancini di precisione e materiale per il confezionamento contrassegnato da codici alfanumerici e con chiusura a pressione.
Da un’agenda, un quaderno e dei post-it sono invece emerse le tracce di una rendicontazione della sua attività, parte dei cui proventi sono ritenuti riconducibili ai 13 mila euro trovati in un armadio nella stessa stanza.Definiti i contorni della vicenda, per l’uomo è scattato l’arresto per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
L’Autorità giudiziaria, nelle aule di Piazzale Clodio, ha convalidato l’operato della Polizia di Stato. È ora ristretto al regime degli arresti domiciliari.

Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto dell’ indagato da ritenersi  presunto  innocente, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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