Roma, calano i canoni per l'Occupazione di Suolo Pubblico nel 2026
Dopo la prima applicazione della riforma 2025 è stata approvata la delibera che rende prevalente il valore OMI. Esenzioni per librerie su strada. La decisione della Giunta capitolina è stata condivisa con le associazioni di categoria

(AGR) Approvata dalla Giunta capitolina la delibera che ridetermina le tariffe per l’occupazione del suolo pubblico (Osp), riducendole o sterilizzandole rispetto agli aumenti previsti per il 2026.
Nel 2025 era entrata in vigore la riforma del metodo di calcolo, che aveva sostituito la classificazione stradale risalente a oltre 40 anni fa, non più adeguata a distinguere tra zone di pregio e non di pregio, introducendo un sistema parametrato al valore catastale degli immobili e a nuovi moltiplicatori.
Con le categorie era stato concordato un percorso graduale di applicazione del nuovo sistema: 30% nel 2025, 80% nel 2026 e 100% nel 2027. Dopo il primo anno di applicazione e a seguito di un’analisi approfondita dei dati, l’Amministrazione ha deciso di intervenire introducendo un metodo che valorizza maggiormente i dati OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare) e produce benefici diffusi per gli operatori.
Ulteriori riduzioni o blocco degli aumenti sono previste per le categorie culturali, per le edicole e per tutte le occupazioni temporanee; esenzione per le librerie su suolo pubblico e per le occupazioni a carattere temporaneo per l’esecuzione di opere su immobili destinati a finalità di edilizia residenziale pubblica.
Su circa 87mila contribuenti, circa 21mila registreranno un lieve incremento della tariffa, mentre circa 65mila avranno una riduzione rispetto a quanto pagato nel 2025.
Il sindaco Roberto Gualtieri ha commentato: “Abbiamo migliorato il metodo di calcolo per le tariffe Osp con l’obiettivo di renderlo più oggettivo ed equo. In questo modo eviteremo anche incrementi eccessivi per gli operatori commerciali, che pagheranno meno di quanto previsto col vecchio sistema, e incentiveremo maggiormente le attività commerciali nelle periferie. Una cambiamento importante che aggancia definitivamente le tariffe al mercato, al valore effettivo dei quartieri dove si lavora, garantendo così a tutti più certezze e possibilità di programmare gli investimenti”.
Il vicesindaco e assessore capitolino al Bilancio, Silvia Scozzese ha aggiunto: “Lo scorso anno l’Amministrazione aveva previsto di distribuire nell’arco di un triennio l’adeguamento delle tariffe OSP conseguente all’introduzione del criterio OMI, ritenuto più coerente con i profondi cambiamenti intervenuti nel tessuto urbano, stabilendo un’entrata a regime graduale del nuovo sistema. A seguito del primo anno di applicazione si è deciso di rivedere il meccanismo inizialmente previsto, applicando integralmente il criterio OMI. Una scelta che consente di garantire un beneficio diffuso a decine di migliaia di operatori e di rafforzare il principio di equità territoriale”.
Secondo l’assessora capitolina alle Attività Produttive, Monica Lucarelli: “Con questa delibera rendiamo il sistema Osp più equilibrato e sostenibile, accompagnando il commercio in una fase di assestamento importante. Continuiamo a lavorare per garantire continuità alle attività economiche e maggiore certezza amministrativa, nel rispetto di quanto previsto dai Regolamenti comunali: sia per quanto riguarda la concessione OSP per la somministrazione ai pubblici esercizi e agli alberghi, sia per quanto concerne il commercio su area pubblica, con l’applicazione della cosiddetta Direttiva Bolkestein. Si tratta di passaggi decisivi di riorganizzazione e modernizzazione del settore. Si inseriscono proprio in questo percorso: un sostegno concreto agli operatori che stanno attraversando una fase di profonda trasformazione, affinché possano programmare il futuro con maggiore stabilità e trasparenza. Ricordo che la proroga nazionale delle Osp Covid riguarda il quadro normativo statale, ma non incide sugli obblighi di sicurezza, decoro e rispetto del Codice della strada.
Il Regolamento comunale resta quindi il riferimento per tutti. Per questo è necessario che ogni esercente, attualmente in possesso di titolo Osp ordinario o covid, presenti la domanda di adeguamento entro e non oltre il 31 marzo 2026, in modo da poter rimanere sul territorio con le attuali concessioni fino a che la procedura di analisi delle nuove domande non sarà completata. L’obiettivo è sostenere il commercio e, insieme, tutelare lo spazio pubblico come bene comune”.
















