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Roma La Rustica, anziana smaschera tentativo di truffa di un sedicente finaziere.... e lo fa arrestare

Il falso finanziere gli aveva chiesto 600 euro e monili d'oro per un risarcimento dovuto per un'indagine a suo carico. La vittima, insieme alla figlia che assisteva alla telefonata, ha chiamato la polizia ed ha preparato la trappola. L'incaricato per la riscossione ha però trovato gli agenti

printDi :: 07 marzo 2026 15:07
Polizia V Distretto Prenestino

Polizia V Distretto Prenestino

(AGR) Ha tentato di orchestrare la truffa perfetta, restando in linea per monitorare ogni mossa della vittima e guidare il “delegato” alla riscossione fino alla sua porta di casa. Il copione, però, si è interrotto proprio sull’uscio, grazie alla “trappola” orchestrata dalla stessa vittima e dalla Polizia di Stato. Uno dei due complici, un quarantaseienne campano, è finito in manette ed è ora gravemente indiziato del reato di tentata truffa aggravata.

È accaduto in zona La Rustica. Tutto è iniziato quando un uomo, qualificandosi come appartenente alla Guardia di Finanza, ha contattato una anziana donna alla sua utenza fissa, chiedendole 600 euro e monili in oro a fronte di un presunto risarcimento originato da una indagine a suo carico per rapina.

 
A sventare il raggiro, orchestrando una trappola “anti-truffatore”, è stata la stessa vittima, che, insieme alla figlia che assisteva alla telefonata, ha chiamato la polizia.

Sul posto sono intervenuti gli agenti del V Distretto Prenestino e del VI Distretto Casilino, che hanno perimetrato l’area, all’interno ed all’esterno della abitazione, per precludere ogni via di fuga.

Quindi, forte della protezione degli agenti, l’anziana ha racimolato quanto richiestole dal presunto finanziere, rassicurandolo di essere sola in casa anche quando, insospettito da alcuni rumori provenienti dall’appartamento, l’interlocutore le aveva chiesto conferma.

La conversazione è durata così oltre mezz’ora, mentre il sedicente militare le imponeva di non riagganciare fino al “saldo”, sostenendo che, proprio perché indagata, non potesse interrompere la telefonata se non dopo aver consegnato quanto dovuto all’incaricato per la riscossione.

Una volta spalancato l’uscio di casa, però, l’uomo si è accorto che l’anziana non era realmente sola e, con il bottino ancora tra le mani, si è ritrovato in manette, circondato dagli agenti.

L’arresto è stato convalidato dall’Autorità giudiziaria, mentre proseguono gli approfondimenti investigativi per risalire all’identità dell’altro complice.

Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto dell’ indagato da ritenersi  presunto  innocente, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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