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Roma presa banda di rapinatori, furto di 100 mila euro di gioielli a Monti dopo aver immobilizzato le vittime, 4 in manette

Nel febbraio del 2024 tre individui mascherati uno dei quali armato, fecero irruzione nell’abitazione cogliendo di sorpresa i due residenti, immobilizzandoli con fascette da elettricista ai polsi e nastro adesivo su occhi e caviglie, bottino gioielli per circa 100.000 euro. Ieri gli arresti

printDi :: 10 settembre 2026 11:50
Carabinieri Piazza Dante intervenuti rapina gioielli a Monti

Carabinieri Piazza Dante intervenuti rapina gioielli a Monti

(AGR) Su delega della Procura della Repubblica, i Carabinieri della Compagnia di Roma Piazza Dante hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma, nei confronti di 4 soggetti – un 34enne e un 69enne di Roma, un 46enne di origini bosniache e una 38enne albanese - gravemente indiziati, a vario titolo, di aver partecipato a una rapina in abitazione aggravata dall’aver agito in più persone riunite, travisate, con armi, all’interno di privata abitazione con danno di rilevante gravità e per porto illegale di arma da fuoco (artt. 110, 628 co. 1 e 3 nr. 1 3ter, 61 nr.7 c.p. e artt. 61 nr 2, 2,4 e 7 legge 895/1967).

L’indagine, coordinata dai magistrati del Dipartimento Criminalità diffusa e grave della Procura della Repubblica di Roma e sviluppata dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Piazza Dante, trae origine da una cruenta rapina in abitazione consumatasi nel febbraio 2024 nel rione Monti.

 
In quella circostanza, tre individui travisati, uno dei quali armato, fecero irruzione nell’abitazione scelta come obiettivo, cogliendo di sorpresa i due residenti, immobilizzandoli con fascette da elettricista sui polsi nonché nastro adesivo sugli occhi e sulle caviglie e sottraendo gioielli di particolare pregio, per un valore stimato in circa 100.000 euro, oltre a vari dispositivi elettronici.

I Carabinieri hanno raccolto gravi elementi indiziari in ordine al fatto che un soggetto è indiziato di essere il “basista”, fornendo indicazioni logistiche sul luogo dove eseguire la rapina, e altri tre soggetti sono gravemente indiziati di essere gli esecutori materiali, introducendosi nell’abitazione della coppia, sotto la minaccia di una pistola, nonché di tagliare un dito sia all’uomo che alla donna presenti in casa.

Il giorno successivo ai fatti, la localizzazione di uno dei telefoni sottratti ha consentito ai Carabinieri di individuarne la presenza all’interno del bauletto di uno scooter in uso a uno degli indagati. Tale rinvenimento ha permesso di avviare immediati approfondimenti sul mezzo e sul suo proprietario, procedendo al sequestro dello smartphone e alla successiva acquisizione forense dei dati in esso contenuti. L’analisi del materiale informatico, unitamente all’attività tecnica di intercettazione avviata nelle fasi successive, ha consentito di delineare un quadro investigativo più ampio e gli elementi raccolti dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Piazza Dante, e vagliati dalla Procura della Repubblica, hanno condotto alla richiesta da parte del Tribunale all’emissione della misura cautelare, ritenuta proporzionata alla gravità dei fatti e alla pericolosità del contesto complessivo emerso nel corso delle indagini.

Contestualmente all’esecuzione degli arresti, sono state effettuate perquisizioni locali presso le abitazioni e i luoghi nella disponibilità degli indagati, che hanno consentito di rinvenire più di 18.000 euro in banconote di medio taglio, un quaderno per la contabilizzazione di verosimili debiti da riscuotere, 62 assegni da incassare per un importo complessivo superiore a 230.000 euro, 30 pietre di colore verde riconducibili alla tipologia smeraldo e un dispositivo elettronico di controllo diamanti, tutto sottoposto a sequestro. 

L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto ai reati predatori e alle forme più aggressive di criminalità urbana, che rappresentano una delle priorità operative del Comando Provinciale Carabinieri di Roma, con particolare attenzione a quelle condotte che incidono sulla sicurezza reale e sulla percezione dei cittadini che vivono e lavorano nel centro storico della città.

Si precisa che considerato lo stato del procedimento, indagini preliminari, gli indagati devono ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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