Anna, l’anima del Borgo di Nettuno
Cordiale, schietta e profondamente legata alle sue radici, Anna racconta di essere sempre vissuta lì.... Sopra il suo Bar c’è la sua casa natale, ed oggi, accanto a lei, lavora la figlia che la aiuta nella gestione di quello che è diventato un vero punto di riferimento per residenti e turisti.

Anna Colarossi ph credit Gianni Loperfido
(AGR) Testo e foto di Gianni Loperfido
Incontrare Anna Colarossi significa fare un viaggio nella memoria più autentica di Nettuno. La sua età resta un piacevole mistero: non si chiede mai a una signora, soprattutto quando porta gli anni con la stessa grazia e vivacità con cui accoglie ogni giorno clienti e visitatori nel suo storico bar di Piazza Marcantonio Colonna, nel cuore del borgo medievale.
«Non ho mai viaggiato», racconta sorridendo. «Sono sempre rimasta qui». Una vita intera trascorsa affacciata sulla stessa piazza, osservando il passare delle stagioni, delle persone e della storia. Suo padre era pescatore e lei, da bambina, aiutava la famiglia essiccando al sole le uova di muggine. Solo molti anni dopo avrebbe scoperto che quel prodotto così comune nella sua quotidianità era in realtà la celebre e pregiata bottarga, oggi considerata una delle eccellenze gastronomiche più apprezzate del Mediterraneo.
Tra un ricordo e una "battuta", Anna parla della cucina romana di una volta, quella vera. La sua preferita resta la trippa tradizionale, preparata con tutte le lamelle interne dei tre stomaci del bovino e con la gustosa “centopelli”, che nel sugo trova la sua massima espressione. Racconta poi di tagli di carne ormai quasi dimenticati e delle famose “compiette”, strisce di carne di maiale, bovino o cavallo lasciate essiccare al sole nettunese e vendute un tempo dai norcini ambulanti lungo le strade.
Il suo locale, con i tavolini all’aperto, è una piccola bomboniera affacciata sulla piazza più suggestiva del borgo. Di fronte si erge Palazzo Pamphilj, testimone delle vicende delle famiglie Colonna e Borghese e delle storie che attraversano i secoli, come il passaggio di Riccardo Cuor di Leone diretto verso l’Oriente durante il periodo delle Crociate.
Ma il bar di Anna non è soltanto un luogo di ristoro: è un salotto a cielo aperto dove si incontrano persone, si intrecciano racconti e si condividono momenti di convivialità. Caffè, aperitivi, spumanti e soprattutto i suoi celebri panini preparati personalmente con ingredienti genuini e prodotti del territorio: scarola, melanzane, olive, zucchine, mozzarella, formaggi, salumi e tonno, in combinazioni semplici ma ricche di sapore.
La forza di Anna, però, va ben oltre la buona cucina. È la sua capacità di comunicare con chiunque. Parla il romanesco più autentico e, con sorprendente naturalezza, riesce a dialogare perfino con i turisti stranieri provenienti da ogni parte del mondo. Tra gesti, sorrisi e battute argute, riesce sempre a comprendere le loro richieste e a farli sentire a casa.
Le sue giornate sono state arricchite anche dagli incontri con numerosi personaggi noti. Ricorda con affetto il tavolo preferito di Alberto Sordi, l’angolo da cui Antonello Venditti amava osservare la scalinata che conduce al porto, le serate trascorse in compagnia di Franco Califano e tanti altri protagonisti della cultura e dello spettacolo italiano.
Nel borgo la conoscono tutti. Ogni passante la saluta, ogni cliente abituale si ferma per una parola o un sorriso. Per lei rappresenta il privilegio più grande: poter continuare a lavorare tra la gente, condividendo ogni giorno la propria umanità. E quando gli habitué delle barche del porto arrivano al bar e le dicono sorridendo «Ma quanto tempo è passato!», Anna risponde con lo sguardo di chi conosce bene il valore del tempo: sembra passato un secolo, e invece era soltanto ieri.
Non sorprende quindi che nel marzo 2026 le sia stato conferito un attestato di riconoscimento come autentica custode delle tradizioni e dell’identità della città di Nettuno. Nella motivazione si legge che Anna è un esempio di umanità, accoglienza e genuinità, capace di rappresentare un punto di riferimento prezioso per l’intera comunità e di trasmettere ogni giorno valori di rispetto, solidarietà e appartenenza.
Parole, quelle espresse dal sindaco Nicola Burrini, che sembrano descrivere perfettamente la sua figura. Perché Anna non è soltanto la titolare di uno storico bar: è una memoria vivente del borgo, una narratrice spontanea di storie e tradizioni, una presenza rassicurante che continua a custodire l’anima più autentica di Nettuno con il suo sorriso sincero e la sua inesauribile voglia di stare tra la gente.
















