Italiani bocciati in storia, per la metà Mussolini è stato re d'Italia

Scarsa preparazione in storia dei ragazzi. In occasione, infatti, della pubblicazione del libro di Bruno Vespa: "Perchè l'Italia amò Mussolini" si è condotta un'inchiesta su chi fosse Mussolini, uno su due era convinto che fosse stato Re d'Italia

printDi :: 28 novembre 2020 18:43
Perchè l'Italia amò Mussolini

Perchè l'Italia amò Mussolini

(AGR) Qualche sentore si è avuto nei recenti concorsi delle amministrazioni pubbliche balzati alle cronache per gli incredibili sfondoni dei candidati. Ora arriva una tragica conferma e riguarda la generazione degli ‘influencer’, dei ‘nerd’ e ‘neet’. In occasione dell’uscita dell'ultimo libro di Bruno Vespa ‘Perché l’Italia amò Mussolini’, l’agenzia di comunicazione Klaus Davi & Co. e il magazine online Spot and Web hanno promosso un'inchiesta su chi fosse Mussolini (https://www.spotandweb.it/news/831812/nativi-digitali-bocciati-in-storia-per-uno-su-due-mussolini-e-stato-re-ditalia.html).

Dire che le conoscenze storiche sono pericolanti è poco. Su un campione di 589 ragazzi tra i 14 e i 18 anni, uno su due è convinto che abbia accumulato due cariche, quella di dittatore e quella di ‘Re di Italia’. Solo uno su otto sa scandire la carica esatta, ovvero ‘presidente del consiglio del regno di Italia’ che gli fu conferita nel '22. Per molti intervistati fu anche ‘Presidente del partito socialista’ (13%) e non semplicemente un personaggio di spicco di quella storica formazione politica. Pericolanti anche le notizie biografiche. Il luogo di nascita è conosciuto solo dal 29% degli intervistati (Predappio).

Per molti nacque a Bologna (23%), Forlì (7%), Roma (17%), Milano (9%), Reggio Calabria(5%). Che abbia diretto il quotidiano ‘Avanti’ lo sa solo una minoranza dei nativi digitali (l’8%). Per un non trascurabile 6% fu il direttore del ‘Corriere della Sera’ e per un altro 7% del ‘Resto del Carlino’. Buio pesto sull’assassinio di Giacomo Matteotti (solo il 25% del campione lo ricorda) e per un 22% Matteotti fu ucciso perché "era ebreo”. Per un corposo 13% “perché era un suo rivale nel partito fascista”.

Ma con chi si schierò l’Italia fascista durante il conflitto mondiale? Per il 57% con i tedeschi, per il 23% con gli Alleati, per un confuso 9% "fummo alleati dell’Etiopia". Nel libro di Bruno Vespa molto spazio viene dedicato alle grandi opere del Duce. Ma quanti dei nostri ragazzi sanno quali furono le grandi opere?

Per l’11% Mussolini completò l’Autostrada del Sole. Per il 9% grazie al regime fascista vennero iniziati i lavori della Metropolitana di Roma. Un ragazzo su tre si dice convinto che Mussolini ebbe un ruolo nell’iniziare il Traforo del Monte Bianco. Che l’edificazione del quartiere Eur di Roma sia riconducibile al Ventennio lo sa solo un intervistato su 5. Solo uno su quindici attribuisce con certezza a Mussolini le bonifiche dell’Agropontino.

Peggio per il Ponte Littorio la cui genesi il 23% la attribuisce a De Gasperi e non a Benito Mussolini. Ma quando cadde il regime fascista? Per il 21% coincise col referendum sulla Repubblica nel 1946. Per il 23% il 25 aprile del 1945. Il 34% degli intervistati azzecca l’anno: 1943. E come morì il Duce? Per il 15% fu impiccato. Un ragazzo su quattro ipotizza che sia morto in guerra sul fronte Russo. Un non trascurabile 11% del campione che fu assassinato dai tedeschi. Il 32% azzecca la risposta: fucilato.

Che sentimento suscita nei nativi digitali la figura del Duce? Per il 33% di odio, per il 36% di curiosità. Indifferente per il 23%, di ammirazione per il 15% (inchiesta a risposte aperte).

Infine, un dato che fa pensare: per il 25% degli intervistati il Duce sarebbe stato capace di gestire l'attuale pandemia meglio di quanto fatto fino ad ora.

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