Ostia Antica, "Arte in memoria" alla Sinagoga del parco archeologico
La mostra giunta alla XII edizione saràinaugurata domenica 24 maggio per concludersi il 27 settembre. Le opere esposte sono realizzate appositamente per la Sinagoga di Ostia, la più antica sinagoga d’Occidente ed ogni anno un artista è invitato a creare un lavoro originale per il luogo.

Natalia Romik, Progetto per Flickering architecture, 2026, cera d’api, Parco archeologico di Ostia antica, Sinagoga, Arte in Memoria foto da comunicato
(AGR) Di Emanuela Sirchia
Uno degli appuntamenti d’arte contemporanea più suggestivi e per qualità delle opere e per lo scenario unico ed affascinante che lo ospita. Dal 24 maggio fino al 27 settembre, torna nella Sinagoga di Ostia Antica l’appuntamento biennale con Arte in Memoria, la rassegna di respiro internazionale, a cura di Adachiara Zevi, organizzata dall’Associazione Culturale Arte in Memoria.
Come per le edizioni passate, le opere sono realizzate appositamente per la Sinagoga di Ostia, la più antica sinagoga d’Occidente risalente al II-III sec. d.C., situata all’interno dell’area degli Scavi di Ostia. L’idea prende avvio dall’iniziativa promossa dalla sinagoga di Stommeln, in provincia di Colonia, sopravvissuta al nazismo, dove dal 1990 ogni anno un artista è invitato a creare un lavoro originale per il luogo.
A fare gli onori di casa, il direttore del Parco Archeologico di Ostia Antica, Alessandro D’Alessio che, alla vigilia dell’inaugurazione evidenzia come sia “particolarmente importante che in momenti di tensione politica profonda, quando i legami e le connessioni fra i popoli sembrano lacerarsi irrimediabilmente, restino invece aperti e vivi canali di dialogo culturale, specialmente in luoghi privilegiati come questo: Ostia è da sempre un luogo di incontro e di integrazione fra culture e tale intende restare”.
Arte in Memoria prosegue il suo cammino in un contesto storico particolarmente difficile ed il rischio è quello di sprofondare nell’oblio. Come sottolinea la curatrice della mostra Adachiara Zevi, “questo è tanto più vero per questa dodicesima edizione: di fronte al dilagare di guerre, violenza e sopraffazioni, il Parco archeologico di Ostia antica e Arte in Memoria offrono lo spazio della Sinagoga a due artiste, una israeliana e una polacca, il cui lavoro è centrato sul rapporto tra tradizione, storia e cronaca e sulla necessità di preservare le tracce di una cultura annientata, confrontandole con le rovine ostiensi, confermando Il dialogo e la convivenza come unico antidoto a un mondo uscito di senno”.
Come consuetudine, al termine dell’iniziativa, le artiste doneranno una loro scultura per quella che ormai è una rassegna permanente visibile dalla strada che collega gli Scavi di Ostia all’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino.
















