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Roma Testaccio, "Informa Giovani" rischia la chiusura

Secondo i sindacati,il Comune di Roma avrebbe deciso di smantellare lo storico “Informagiovani” per favorire il “sofferente” servizio bibliotecario, a cui sarebbe destinato il personale attualmente in forze al noto punto di orientamento a Testaccio undici dipendenti di Zètema Progetto Cultura.

printDi :: 25 maggio 2026 16:02
Informa Giovani foto da comunicato stampa Infoimpresa

Informa Giovani foto da comunicato stampa Infoimpresa

(AGR) Dal 1 giugno potrebbe chiudere a Roma, dopo 30 anni di onorato servizio, il Servizio pubblico e gratuito di orientamento “Informagiovani”, ubicato all’interno dell’area del Mattatoio a Testaccio. Si tratta dell’unico presidio pubblico e relazionale rimasto nella Capitale per aiutare i ragazzi a orientarsi nel presente e nel futuro. Con numeri importanti: soltanto da gennaio 2025 a maggio 2026, oltre 13mila studenti romani delle scuole medie hanno usufruito dei suoi servizi, mentre 11mila studenti delle scuole superiori sono stati incontrati, ascoltati e orientati dagli operatori nei propri istituti scolastici. Altri duemila ragazzi hanno scelto il servizio per essere orientati e aiutati a progettare il loro futuro.

Dietro ognuno di questi numeri ci sono giovani che trovano un orientatore che li ascolta e supporta nelle scelte, ci sono famiglie che scelgono il servizio con fiducia per aiutare i propri figli a capire il percorso formativo più adatto, ci sono cittadini che trovano ed apprezzano un servizio reale e concreto per trovare soluzioni.

 
A compensare – solo in parte – la chiusura del servizio alla Pelanda di Testaccio rimarrebbero il sito web, le pagine social e l’intelligenza artificiale. Ma cancellare il servizio “fisico”, evidenziano gli operatori da oggi in stato di agitazione sindacale, significherebbe abbandonare i giovani alle logiche spietate del mercato e alla solitudine digitale, moltiplicando i problemi anziché tentare di risolverli o di attenuarli. Oltre a depennare l’attività di orientamento e la relazione umana con gli orientatori esperti, verranno meno anche le molteplici attività che hanno fatto del servizio alla Pelanda anche un luogo di progettazione e di innovazione delle attività.

Ma perché il servizio dovrebbe chiudere i battenti? Da quanto emerge dalla riunione sindacale dello scorso 15 maggio, il Comune di Roma avrebbe deciso di smantellare lo storico “Informagiovani” per favorire il “sofferente” servizio bibliotecario, a cui sarebbe destinato il personale attualmente in forze al noto punto di orientamento a Testaccio, undici dipendenti di Zètema Progetto Cultura. Benché qui ci sarebbe una seconda incongruenza: come si conciliano tra loro due professionalità differenti quali quella degli psicologi che dovrebbero operare a fianco dei bibliotecari?

“Non è un semplice taglio di bilancio – spiegano i sindacalisti - è la rinuncia politica a prendersi cura delle nuove generazioni. In un periodo storico e culturale in cui la comunità scientifica e anche la politica sono concordi nel riconoscere il problema dell’isolamento digitale dei giovani, con tutte le conseguenze psicologiche che ne derivano, i ragazzi romani si ritroveranno soli ad interfacciarsi con un device. Questo significa lasciare i giovani ancora più soli, privandoli dell’unico ‘Informagiovani’ di Roma, uno spazio permanente di accoglienza e di orientamento mirato, personalizzato e gratuito dedicato interamente a loro”.

La dismissione del servizio, tra l’altro, va in controtendenza con altre città italiane ed europee dove c’è un ritorno ai centri di orientamento fisici quale “indennizzo” delle tante solitudini digitali che stanno caratterizzando le nuove generazioni a livello mondiale.

“Ci auguriamo che la decisione di chiudere il ‘Centro Informagiovani Roma Capitale’ possa essere rivista, con la volontà di continuare ad accompagnare le ragazze e i ragazzi nelle scelte, proprio come si continua a fare in tutte le grandi città italiane ed europee e non lasciandoli soli davanti a un device. Nella convinzione che anche Roma desideri che la luce splenda negli occhi dei nostri giovani e che non sia il riflesso della luce di uno schermo – si legge in una nota.

Sulla vicenda la consigliera comunale Linda Meleo, capogruppo del Movimento 5 Stelle, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta.

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