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Roma, andava in giro con una pistola nella cintura in un condominio di edilizia popolare al Tufello, bloccato dalla Polizia

Infilata nella cinta dei pantaloni, l’uomo aveva una pistola semiautomatica calibro 380 con un colpo in canna e quattro nel caricatore. L’arma, perfettamente funzionante e pronta a far fuoco, era priva di marca e matricola e quindi, secondo la normativa vigente, classificabile come “clandestina

printDi :: 12 maggio 2026 15:53
Polizia la pistola sequestrata

Polizia la pistola sequestrata

(AGR) Girovagava liberamente per le scale di un complesso di edilizia popolare con una pistola semiautomatica infilata nei pantaloni il quarantunenne arrestato dalla Polizia di Stato al Tufello.
Il sospetto che un uomo, già noto negli uffici di via Enriquez, potesse detenere un’arma clandestina è arrivato proprio agli investigatori del III Distretto Fidene-Serpentara.

Forti di una consolidata conoscenza delle criticità e della geografia del complesso di edilizia urbana del quartiere, i poliziotti si sono divisi in piccole squadre per cinturare l’intero plesso abitativo. Sono stati due ispettori ed un assistente a notare per primi il quarantunenne, che, dopo aver riconosciuto gli agenti, stava tentando di guadagnarsi rapidamente la fuga verso la terrazza condominiale.

 
Il gesto di avvicinare una mano in vita non è sfuggito agli operatori. Ne è seguito un intervento rapido e coordinato, scandito da ordinativi chiari e precisi, che ha consentito di mettere in sicurezza il sospettato.
L’input investigativo si è rivelato esatto: infilata nella cinta dei pantaloni, l’uomo aveva una pistola semiautomatica calibro 380 con un colpo in canna e quattro nel caricatore. L’arma, perfettamente funzionante e pronta a far fuoco, era priva di marca e matricola e quindi, secondo la normativa vigente, classificabile come “clandestina”.

Dal Tufello, passando per il Distretto Fidene, l’uomo è finito a via della Lungara. La Procura ha poi chiesto e ottenuto dal Giudice la convalida dell’operato della Polizia di Stato.
Per completezza si precisa che le evidenze investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto dell’ indagato da ritenersi  presunto  innocente, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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