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Roma, primo Festival di Yoga popolare, accessibile a tutti e non performativo

Il prossimo 7 giugno al LOA Acrobax è in programma una maratona di yoga, laboratori e talk dalla mattina alla sera. L'evento è organizzato da Yoga Riot, movimento nato per diffondere una visione dello yoga orientata all’ accessibilità, alla condivisione ed all’ impatto sociale.

printDi :: 12 maggio 2026 14:36
janeb13 da Pixabay

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(AGR) Lo yoga diventa strumento di cambiamento sociale: nasce a Roma il primo festival di Yoga popolare, “Dal Basso”, una maratona di yoga e laboratori dedicata ad insegnanti e praticanti provenienti da tutta Italia.
Organizzato da YogaRiot - movimento che propone un approccio che coniuga pratica e consapevolezza sociale - l’ evento nasce con un obiettivo chiaro: rimettere al centro uno yoga che promuova un paradigma accessibile, inclusivo e non performativo, lontano dalle dinamiche competitive, patinate e commerciali che sempre più spesso caratterizzano ormai il settore. Il festival si svolgerà il 7 giugno al LOA Acrobax di Roma.

Durante la giornata si alterneranno classi, workshop e momenti di confronto su temi come accessibilità, corpo, linguaggio e inclusione nella pratica. Il programma include due staffette di yoga, pratiche, laboratori, talk e momenti di confronto rivolti a persone di ogni età ed esperienza. Oltre a musica e ristoro, lo spazio offrirà inoltre un'area dedicata a bambini e bambine ed un market di artigianato. Con oltre 40 insegnanti, facilitatori di equilibrio e consapevolezza, autori/trici le pratiche spazieranno tra vari stili di insegnamento tra cui hatha, kundalini, yin, vinyasa, ashtanga.

 
“Dal basso” si fonda su un’idea di yoga orientata a promuovere la libertà di movimento - non solo fisica, ma anche personale e sociale. Uno yoga lontano da modelli abilisti e performativi che finiscono spesso col premiare canoni estetici univoci e generare quindi esclusione piuttosto che “unione”, significato del termine yoga. Alla base dell’iniziativa vi è la volontà di superare barriere economiche e sociali, favorendo una partecipazione ampia e consapevole. Un elemento centrale del festival è il valore della collettività: la pratica viene proposta come esperienza condivisa, non competitiva e “popolare”, ovvero accessibile ed integrabile in ogni momento della quotidianità.

Lo yoga è uno strumento di consapevolezza, eppure la sua sovraesposizione sui social lo ha trasformato in una vetrina di parametri legati alla rappresentazione del corpo più che al suo ascolto. Dall’ intento di scardinare questo trend e riportare lo yoga al centro di una visione dove tutti gli esseri umani hanno pari diritto di libertà e giustizia sociale nasce Yoga Riot, il movimento che organizza il festival, già promotore di numerose iniziative di “yoga inclusivo ed attivista”.

Lo yoga non serve ad essere magri, giovani e flessibili, non nasce per adattare i corpi ad una idea di perfezione imposta da standard estetici univoci basati spesso su ideali di magrezza, abilismo, razzismo inconsapevole ed eteronormatività - dichiarano gli organizzatori del festival. Noi crediamo nell’ accoglienza, e vediamo nello yoga uno strumento che può giocare un ruolo cruciale per generare un cambiamento sociale dove tutt3 possano avere gli stessi diritti e le stesse libertà, a prescindere da qualsiasi diversità.

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