Il cardiologo Leonardo Calò sfida i falsi miti dell'alimentazione e riscrive le regole della longevità
Nel saggio "Il paradosso del grasso" il medico mette in discussione decenni di lipofobia alimentare. Il volume, infatti, propone una rilettura critica di alcuni dei principi degli ultimi decenni analizzando come la riduzione dei grassi possa aver contribuito a squilibri metabolici

Il dr. Leonardo Calò foto da comunicato stampa
(AGR) di Donatella Gimigliano
Per anni ci hanno insegnato che i grassi fossero il principale nemico della salute cardiovascolare. Da questa convinzione sono nati prodotti "light", diete a basso contenuto lipidico e una diffusa diffidenza verso molti alimenti naturali. Ma cosa accadrebbe se una parte di queste certezze fosse da rivedere?
Secondo il Prof. Calò, è arrivato il momento di superare una visione dell'alimentazione fondata esclusivamente sul conteggio delle calorie e di concentrarsi invece sugli effetti biologici che il cibo esercita sul nostro organismo. Il punto centrale non è soltanto quanto mangiamo, ma soprattutto cosa mangiamo e quale risposta biochimica e ormonale viene attivata dagli alimenti che scegliamo.
In questa prospettiva, i grassi sani cessano di essere un nemico da combattere e tornano a essere ciò che la fisiologia umana ha sempre riconosciuto: componenti essenziali per l'integrità delle membrane cellulari, per il corretto funzionamento del sistema nervoso e per il mantenimento dell'equilibrio metabolico.
Il libro accompagna il lettore in un percorso che intreccia cardiologia, nutrizione, epigenetica e medicina preventiva, offrendo strumenti concreti per interpretare con maggiore consapevolezza le etichette alimentari e orientarsi tra informazioni spesso contraddittorie. Particolare attenzione viene dedicata al rapporto tra alimentazione, risposta insulinica ed espressione genica, evidenziando come alcuni nutrienti possano influenzare processi biologici profondamente legati all'invecchiamento e alla salute a lungo termine.
Al centro della riflessione del Prof. Calò vi è la distinzione tra quantità e qualità del cibo. I grassi non vengono analizzati come semplici fonti energetiche, ma come veri e propri segnali biologici capaci di dialogare con il nostro organismo. Da qui l'attenzione verso alimenti naturalmente ricchi di lipidi benefici, come l'olio extravergine d'oliva, la frutta a guscio e il pesce azzurro, ai quali la letteratura scientifica attribuisce un ruolo importante nella protezione cardiovascolare e nel mantenimento delle funzioni cognitive. Parallelamente, il saggio evidenzia come la storica demonizzazione dei grassi abbia spesso favorito un aumento del consumo di zuccheri e farine raffinate, alimenti che possono contribuire a sostenere processi infiammatori cronici e condizioni di stress metabolico.
Dopo il successo editoriale di «Vivere senza età», Leonardo Calò torna così a stimolare il dibattito scientifico e culturale sul rapporto tra alimentazione e salute, proponendo un approccio che mette al centro la qualità nutrizionale, l'individualità biologica della persona e una maggiore consapevolezza nelle scelte quotidiane. Più che un semplice saggio, «Il paradosso del grasso» si presenta come una guida per chi desidera comprendere meglio il linguaggio della nutrizione moderna e costruire un rapporto più equilibrato con il cibo, attraverso un dialogo rigoroso tra evidenze scientifiche, esperienza clinica ed educazione alla salute.
















