Roma: avanti con affanno

Battuto l’Udinese all’Olimpico (1-0)

printDi :: 25 settembre 2021 00:26
Roma: avanti con affanno

(AGR) ROMA: Rui Patricio; Karsdorp, Mancini, Ibanez, Calafiori (69′ Smalling); Cristante, Veretout: Zaniolo (74′ El Shaarawy), Pellegrini, Mkhitaryan; Abraham (85′ Shomurodov). A disposizione: Boer, Fuzato, Darboe, Diawara, Kumbulla, Mayoral, Perez, Reynolds, Zalewski. All.: Mourinho.

UDINESE: Silvestri; Becao, Nuytinck (79′ Samardzic), Samir; Molina (62′ Soppy), Pereyra, Walace, Makengo (85′ Arslan), Udogie (79′ Stryger Larsen); Pussetto (62′ Beto), Deulofeu. A disposizione: Padelli, Piana, De Maio, Forestieri, Jajalo, Perez, Zeegelaar. All: Gotti.

ARBITRO: Rapuano RETI: 36′ Abraham ESPULSO: 91′ Pellegrini AMMONITI: Walace, Cristante, Calafiori

La Roma si aggiudica l’intera posta, sale a quota dodici, e si piazza a ridosso delle battistrada, a un solo punto da Napoli, Inter e Milan.

Non è stata una vittoria facile, quella dei giallorossi, e, a dire il vero, per quanto fatto vedere da Pussetto, Stryger Larsen, Deulofeu e resto della compagnia, i friulani avrebbero meritato qualcosa di più. Paradossalmente, per perdendo, la Roma aveva giocato meglio contro l’Hellas Verona, ma là la qualità non era bastata ad evitare la sconfitta, arrivata, peraltro, anche grazie a disattenzioni difensive in almeno due dei tre goal incassati. All’Olimpico, la priorità era quella di cancellare la brutta avventura vissuta contro l’Hellas Verona e, al tirar delle somme, l’obiettivo è stato raggiunto, sebbene non senza notevole fatica. Di sicuro, i ragazzi di mr. Gotti non erano arrivati all’Olimpico per sentire l’inno romanista… e l’hanno fatto subito vedere.

Sebbene in atteggiamento guardingo ma non rinunciatario – sei all’Olimpico e stai giocando contro una delle più titolate – già nel primo tempo, dopo l’avvio a tavoletta della Roma – palo accarezzato da Mkhitaryan al 5’ e palo di Zaniolo al 6’, prese adeguate contromisure, l’Udinese si fa sotto, sebbene non riesca a imbastire pericolose iniziative. La Roma cerca di superare lo sbarramento delle maglie bianconere operando un possesso palla che dà i suoi frutti solo al 36’, quando Calafiori, sfuggito definitivamente al bravo Molina, crossa per l’accorrente Abraham che deve solo depositare in rete. È il goal-partita, ma l’Udinese, assorbito in fretta il colpo, reagisce con giudizio arrivando, al 41’, ad un passo dal pareggio: il cross di Deulofeu viene deviato da Rui Patricio, il pallone rimane pericolosamente in area, arriva Pussetto che colpisce di testa a botta sicura, ma la sfera viene miracolosamente deviata da Mancini ben oltre la traversa.

La pericolosa iniziativa dell’Udinese dovrebbe mettere sull’avviso la Roma, invece in avvio di ripresa, le squadre sembrano recitare lo stesso copione del primo tempo: predominio territoriale della Roma, Udinese in agguato. Intanto, al 55’, giallo a Pellegrini e qualche minuto più tardi l’Udinese potrebbe pareggiare, ma il pallone calciato da Udogie, liberissimo in area, per fortuna romanista si perde sul fondo: quest’ultimo degli ospiti non è un episodio sporadico, un’azione messa su tanto per alleggerire la pressione avversaria, ma l’inizio di una serie di offensive friulane che, vuoi per imprecisione di chi è chiamato al tiro, vuoi per provvidenziali interventi difensivi, tra i quali ne spiccano almeno due di Rui Patricio, non si concretizzano in goal. L’impressione è che la Roma stia sulle gambe, a differenza dell’Udinese che invece mette in mostra una condizione psico-fisica nettamente migliore.

Di sicuro la differenza di gare disputate si fa sentire. Siamo in chiusura di gara ma Antonio Rapuano da San Salvatore Telesino, provincia di Benevento, iscritto nella sezione arbitri di Rimini, al 90’ mostra il secondo giallo a Pellegrini, che in base al regolamento diventa rosso.

È una espulsione che non ha ragione di esistere perché Pellegrini è saltato bene, con le braccia basse. Semmai era proprio il friulano Samardzic a dover essere ammonito per simulazione: le immagini mostrano chiaramente che, saltando e non intenzionalmente, il braccio del romanista, attaccato al corpo, viene a contatto con la guancia dell’avversario che, invece, si butta per terra urlando e toccandosi la parte superiore della testa, come se vi ci fosse caduto sopra un treno.

Fortunatamente per la Roma, l’espulsione non ha compromesso la vittoria. Tuttavia, essa diventa bizzarra, diciamo così, se vista in chiave derby.                                                                                                                                                                                                                                                                               

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