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Ostia, Balneari e Confcommercio: "Serve una visione turistca condivisa sul PUA"

Fa discutere il PUA approvato dal Campidoglio. Per Balneari e Confcommercio non c'è una visione strategica sul futuro del litorale. La scelta delle spiagge libere attrezzate non è coerente con i seervizi di Ostia che non dispone di posti letto, il modello proposto prevede solo un turismo pendolare.

printDi :: 19 giugno 2026 15:03
Ostia, Balneari e Confcommercio: Serve una visione turistca condivisa sul PUA

(AGR) "Il vero limite del Piano di Utilizzazione degli Arenili non risiede soltanto nelle soluzioni tecniche proposte, ma nella mancanza di una visione strategica condivisa sul futuro turistico del litorale romano. - afferma la nota del Coordinamento Balneari e Confcommercio Litorale Sud, inviata alle testate giornalistiche -  Da anni il comparto balneare - si legge - sostiene la necessità di un profondo processo di rinnovamento. Nessuno difende l'esistente né tantomeno si oppone al cambiamento. Al contrario, gli operatori chiedono da tempo interventi capaci di modernizzare strutture, servizi e qualità dell'offerta. Un cambiamento di questa portata, tuttavia, dovrebbe nascere dal confronto con la città e con il mondo imprenditoriale per definire un modello di sviluppo turistico chiaro e sostenibile, condiviso con chi ogni giorno investe sul territorio.

Il Piano approvato interviene sugli arenili senza aver prima definito quale debba essere il ruolo di Ostia nel mercato turistico dei prossimi anni. È un approccio che rischia di invertire il naturale ordine delle priorità: prima si individua il modello turistico che si vuole costruire, poi si progettano gli strumenti urbanistici e le modalità di utilizzo delle spiagge.

 
La scelta di orientarsi prevalentemente verso il modello della spiaggia libera attrezzata può rispondere alle esigenze di alcune realtà, ma appare poco coerente con le caratteristiche e le necessità del litorale romano per passare da “ mare de Roma” a “Mare della Capitale”.

Ostia - continua la nota - non dispone oggi di una capacità ricettiva tale da sostenere un'offerta turistica vera e propria a causa del limitato numero di strutture alberghiere e di posti letto che rende indispensabile la costruzione di un sistema più articolato e competitivo. Di contro la pianificazione proposta, basata esclusivamente sul turismo giornaliero, non tiene conto, né se ne preoccupa, delle evidenti carenze infrastrutturali che di fatto imbrigliano il potenziale delle spiagge, ma in generale soffocano il potenziale dell’intero Municipio.

Per questo il nuovo modello balneare dovrebbe integrare diverse tipologie di offerta, valorizzando la pluralità dei servizi, delle esperienze e degli investimenti. La forza del litorale è sempre stata la sua capacità di rispondere a pubblici differenti e a diverse fasce di mercato. Uniformare l'offerta rischia invece di ridurne l'attrattività e la capacità di generare valore economico ed occupazionale.

Soprattutto, il Piano non appare adeguatamente connesso alle grandi trasformazioni che dovrebbero interessare il territorio nei prossimi anni, a partire dal Parco del Mare, rispetto al quale si attendeva, come annunciato, ben altro livello di sinergia per realizzare finalmente una strategia integrata di sviluppo urbano e turistico, ineludibile per qualsiasi contesto che si sposti in questa direzione, ma ancor più per un territorio che si affaccia sul mare per il quale oltre al normale approccio di sviluppo, in tutta Europa si applicano strategie di gestione integrata delle zone costiere.

Dopo 30 anni dalla istituzione del Parco Statale del Litorale Romano, siamo ancora ad un approccio frammentario di un territorio, sì fragile per definizione, ma dai potenziali straordinari se messo a sistema.

Coordinamento Balneari e Confcommercio Litorale Sud ritengono che il futuro di Ostia debba essere costruito attraverso un confronto reale tra istituzioni, operatori economici e territorio, con l'obiettivo di definire una visione condivisa che restituisca non solo centralità al mare come motore di sviluppo, occupazione e crescita ma lo vada ad integrare in una visione complessiva degli asset dell'intero quadrante costiero di Roma."

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