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Napoli, ennesima aggressione ad un medico, Anaao denuncia: la sicurezza non è un optional

Pierino Di Silverio, segretario generale Anaao: Non è più tollerabile. Ogni settimana riceviamo segnalazioni di sanitari minacciati, spintonati, insultati, colpiti. Medici e infermieri sono chiamati a lavorare sotto assedio, in corsie e pronto soccorso trasformati in zone di pericolo.

printDi :: 03 agosto 2026 14:58
Napoli, ennesima aggressione ad un medico, Anaao denuncia: la sicurezza non è un optional

(AGR) “Un altro medico aggredito, un altro professionista che, invece di curare, si è dovuto difendere. È accaduto ancora una volta e questa volta al reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Aou Federico II di Napoli, dove un collega è stato aggredito verbalmente e fisicamente da un parente di una paziente in attesa di cure. Un episodio che si aggiunge a una lista sempre più lunga, e che l’Anaao Assomed denuncia con la massima fermezza".

"Non è più tollerabile", continua il Segretario Nazionale Pierino Di Silverio Anaao Assomed. "Ogni settimana riceviamo segnalazioni di colleghi minacciati, spintonati, insultati, colpiti. Medici e infermieri sono chiamati a lavorare sotto assedio, in corsie e pronto soccorso trasformati in zone di pericolo. Questa non è più emergenza: è normalità criminale, ed è inaccettabile."

 
I dati confermano un trend che il sindacato denuncia da anni, destinato a peggiorare in assenza di misure realmente efficaci: organici ridotti all'osso, tempi di attesa che esasperano gli utenti, pronto soccorso sotto pressione cronica e, sullo sfondo, un progressivo logoramento del rapporto di fiducia tra cittadini e sistema sanitario. In questo contesto, il camice bianco è diventato troppo spesso un bersaglio.

"Chiediamo da tempo telecamere di sicurezza attive h24, personale di polizia stabile nei pronto soccorso, percorsi giudiziari più rapidi per chi aggredisce un operatore sanitario”, continua Di Silverio. “Le leggi ci sono. Quello che manca è l'applicazione concreta, ospedale per ospedale, turno per turno."

"Ci aspetta un autunno di protesta perchè non possiamo più reggere la pressione, mediatica e fisica. O si agisce, o saremo costretti a fermarci." "Non chiediamo privilegi, chiediamo di poter lavorare in sicurezza - conclude il Segretario dell’Associazione. “Chi cura non può continuare a farlo con la paura. Se le istituzioni non agiscono subito, ci fermeremo."

foto pasquale montillo pixabay

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