Roma, flash mob della Lipu contro la caccia, a decine dinanzi al Ministero per protestare contro la riforma "sparatutto"
Negli ultimi giorni 9 esemplari tra feriti e uccisi a fucilate (4 poiane, uno sparviere, due falchi pellegrino, un falco di palude, un cormorano e un airone cenerino. Salgono a 16 gli impallinati dall’inizio della stagione venatoria ricoverati nei centri della Lipu.

Flash Mob Lipu contro la caccia dinanzi al Ministero Ambiente foto Lipu
(AGR) Si sta svolgendo questa mattina, in Piazzale Imparato di fronte al ministero dell’Ambiente a Roma, il flash mob organizzato dalla Lipu-BirdLife Italia per protestare contro la riforma della caccia “sparatutto”, calendarizzata alla Camera nelle prossime settimane, e il bracconaggio che dilaga nel Paese, in particolare dall’inizio della stagione venatoria.
Solo negli ultimi giorni sono giunti ai Centri di recupero e alle strutture della Lipu ben 9 esemplari impallinati, 4 dei quali deceduti in seguito alle gravi ferite riportate: si tratta di un falco di palude e di un cormorano, ritrovati in provincia di Pavia, di una poiana soccorsa in provincia di Milano, tutti e tre consegnati al Centro recupero “La Fagiana” di Magenta; inoltre, di un falco pellegrino soccorso nei pressi dell’Oasi Lipu Carloforte, in Sardegna, e deceduto. Tra i feriti 3 poiane ricoverate al Centro Cruma di Livorno della Lipu, un falco pellegrino ricoverato al Centro recupero della Lipu a Roma e un airone cenerino nel bolognese e in cura al Centro recupero Otus della Lipu a Bologna.
Salgono così a 16 gli esemplari uccisi o feriti ricoverati nei Centri Lipu dall’inizio della stagione venatoria, solo la “punta dell’iceberg” di un fenomeno gravissimo e molto diffuso anche per la mancanza di controlli e provvedimenti adeguati a prevenirli. Solo pochi giorni fa la Lipu, dopo l’uccisione di un’aquila minore nel Lazio, proponeva un salto di livello nell’azione preventiva e repressiva e chiedeva lo sblocco del Piano d’azione antibracconaggio, annunciava la presentazione di denunce e la richiesta di intervento alle istituzioni, auspicando il coinvolgimento dell’Unione europea e l’adozione di Daspo venatorie che prevedano la sospensione della caccia negli Atc dove si verificano episodi di bracconaggio.
“Con questa iniziativa che ci vede oggi in piazza – dichiara Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia – proprio di fronte al ministero che più di tutti dovrebbe occuparsi di tutela della natura, intendiamo denunciare il bracconaggio dilagante nel nostro Paese ed esprimere la nostra contrarietà a una riforma della caccia che peggiorerà pesantemente le condizioni della fauna selvatica nel Paese, tra catture di richiami vivi e ampliamento dei periodi e luoghi dove cacciare, e che rischia di incentivare, anziché combattere, catture e uccisioni di specie protette.
“Per non parlare – prosegue Polinori - del mancato recepimento della Direttiva sulla tutela penale ambientale che richiede agli Stati membri di adottare pene che garantiscano una effettiva persecuzione dei reati ambientali, quali i delitti, attraverso sanzioni efficaci e con la previsione anche di strumenti risarcitori: di contro le modifiche inserite nella PDL 2984 non cambiano sostanzialmente il quadro sanzionatorio attuale.
“Dedicheremo tutte le nostre forze nei prossimi giorni e nelle prossime settimane per impedire questa riforma indegna di un paese civile. Chiediamo dove sono Governo e ministro dell’Ambiente di fronte a tutto questo? Cosa intendono fare di fronte alle proteste di milioni di cittadini che hanno espresso la propria contrarietà a riforme peggiorative delle norme e che chiedono più salvaguardia della natura?
“Si fermi immediatamente la discussione della riforma della legge 157 e si dia attuazione piena al Piano d’azione contro il bracconaggio – conclude il presidente Polinori - Lo chiede l’Europa, lo chiede l’Italia”.
















