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Roma – Metro sotto controllo: arresti, fermi e due ricercate catturate dal Nucleo Polmetro

Prevenzione e repressione nelle stazioni della Capitale: colpi ai borseggiatori e provvedimenti eseguiti su disposizione dell’Autorità giudiziaria

printDi :: 14 febbraio 2026 19:01
Roma, controlli in metro: arresti, fermi e ricercate catturate dal Nucleo Polmetro

Roma, controlli in metro: arresti, fermi e ricercate catturate dal Nucleo Polmetro

(AGR) L’attività di presidio del Nucleo Polmetro, lungo le direttrici sotterranee della Capitale, si conferma un efficace strumento di contrasto alla criminalità diffusa e di supporto all’esecuzione di provvedimenti restrittivi dell’Autorità giudiziaria.

Il primo intervento è scattato presso la fermata Termini (direzione Anagnina), dove una donna ha denunciato il furto del cellulare, sottratto con violenza mentre era seduta nel vagone.
Le ricerche immediate hanno portato gli agenti fino ai portici di Piazza Vittorio Emanuele II, dove è stato bloccato un giovane corrispondente alla descrizione. Riconosciuto dalla vittima, per il 23enne di nazionalità ivoriana è scattato il fermo di polizia giudiziaria.

 
Sempre a Termini, su segnalazione del personale di vigilanza, i poliziotti hanno intercettato tre giovani di origine romena dopo un tentativo di furto fallito. Il gruppo avrebbe agito con la tecnica dell’“accerchiamento”, per distrarre e derubare la vittima. Per loro è scattato l’arresto per tentato furto pluriaggravato in concorso.

Parallelamente, l’attività di controllo ha consentito di rintracciare due donne destinatarie di provvedimenti restrittivi.
La prima, una 24enne di origine bosniaca, è stata fermata alla stazione Basilica San Paolo: su di lei pendeva un ordine di carcerazione per reati contro il patrimonio, la pubblica amministrazione e in materia di stupefacenti. Dovrà scontare 4 anni, 1 mese e 20 giorni.
La seconda, 22enne di origine romena, è stata controllata alla stazione Spagna ed associata in carcere per un ordine di esecuzione pena pari a 3 anni, 10 mesi e 2 giorni.

Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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