Utilizziamo i cookie per abilitare e migliorare le funzionalita' del sito web, servire contenuti per voi piu' pertinenti, ed integrare i social media. E' possibile rivedere la nostra privacy policy cliccando qui e la nostra cookie policy cliccando qui. Se chiudi questo avviso, acconsenti all'utilizzo dei cookie. Per modificare le impostazioni dei cookies clicca qui

(AGR) Roma, Villa Medici, "Fotoromanzo" una mostra di Nicole Gravier

Dal 25 febbraio al 4 maggio, presentata in parallelo alla mostra Agnès Varda, Qui e là, Tra Parigi e Roma, l'opera di Nicole Gravier dialoga con quella di Agnès Varda in una comune attenzione alle narrazioni nascoste del quotidiano, al ruolo del femminile nella società e alle sue rappresentazioni

printDi :: 04 febbraio 2026 13:41
Nicole Gravier Andrea ... Andrea ... amore moi FR : Série Mythes et clichés : Romans photos , 1976 - 1978, Photocolor C - print avec collage, 20 x 25 cm, Courtesy de l ’ artiste et ERMES ERMES, Roma.

Nicole Gravier Andrea ... Andrea ... amore moi FR : Série Mythes et clichés : Romans photos , 1976 - 1978, Photocolor C - print avec collage, 20 x 25 cm, Courtesy de l ’ artiste et ERMES ERMES, Roma.

(AGR) Dal 25 febbraio al 4 maggio 2026, l'Accademia di Francia a Roma - Villa Medici presenta Fotoromanzo, la prima mostra istituzionale in Italia dell'artista francese Nicole Gravier, pioniera del détournement visivo di immagini mediatiche.

Nata ad Arles nel 1949, Nicole Gravier utilizza la fotografia per analizzare e decostruire gli stereotipi della comunicazione di massa. Stabilitasi in Italia all'inizio degli anni Settanta, prima a Roma e poi a Milano, si interessa in modo particolare all'influenza del fotoromanzo nella cultura popolare.

 
Nella serie Miti & Cliché: Fotoromanzi, l'artista si appropria dei codici del fotoromanzo italiano degli anni '70 attraverso messe in scena che stravolgono con ironia le pose ripetitive, i comportamenti stereotipati e i cliché del genere. Il suo lavoro invita a decostruire la narrazione patriarcale delle immagini, fondata sulla subordinazione delle donne e sull'ideale di realizzazione attraverso l'amore e il matrimonio.

La serie Miti & Cliché: Pubblicità prosegue questo percorso manipolando le immagini della cultura di massa, in particolare della moda e della stampa femminile. L'artista demistifica i modelli normativi di felicità, bellezza e successo veicolati da una società ancora ampiamente intrisa di conformismo.

Attraverso codici stilistici al contempo ironici e sottili, Nicole Gravier rivendica posizioni socio-politiche decise. Il suo lavoro si iscrive nella corrente dell'arte "semiotica". Come Roland Barthes in Frammenti di un discorso amoroso (1976), Nicole Gravier interroga il modo in cui i segni producono significato, fabbricano miti e si prestano al détournement. Ritagliando, ricomponendo, rielaborando e disturbando le immagini, l'artista mette in evidenza i luoghi comuni delle narrazioni visive, mette in crisi il testo e rivela con umorismo i processi di fabbricazione della finzione del femminile. Il suo gesto porta alla luce i meccanismi della dominazione simbolica e invita lo spettatore a interrogarsi su ciò che crede di vedere. Il suo lavoro trova un'eco particolare nella rivoluzione femminista italiana degli anni Settanta, che mette in discussione il potere del linguaggio e dell'immagine sulla scia di artiste e teoriche come Carla Lonzi, Mirella Bentivoglio e Tomaso Binga.

Presentata a Villa Medici in parallelo alla mostra Agnès Varda, Qui e là, Tra Parigi e Roma, l'opera di Nicole Gravier dialoga con quella di Agnès Varda in una comune attenzione alle narrazioni nascoste del quotidiano, al ruolo del femminile nella società e alle sue rappresentazioni.

foto da comunicato stampa

Partecipa anche tu affinche' l'informazione vera e trasparente sia un bene per tutti

 
 
x

ATTENZIONE