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Roma, "La guerra civile spagnola novant'anni dopo" al teatro Palladium dal 4 al 7 novembre

Dal 4 al 7 novembre a Roma la rassegna della decima edizione de “Il progetto e le forme di un cinema politico”. Film di propaganda e cinema militante, dedicato alla guerra civile spagnola con grandi autori e testimonianze d’archivio per raccontare novant’anni di storia, memoria ed esilio.

printDi :: 03 novembre 2026 14:43
Guerra civile spagnola novent'anni dopo locandina manifestazione

Guerra civile spagnola novent'anni dopo locandina manifestazione

(AGR) Dalle immagini girate durante la guerra civile spagnola ai film che, nei decenni successivi, hanno raccontato le ferite del franchismo, la memoria della sconfitta repubblicana e il difficile cammino verso la democrazia. È un percorso attraverso alcune delle opere più significative del cinema politico europeo quello proposto dalla rassegna “La guerra civile spagnola. Novant’anni dopo”, in programma a Roma dal 4 al 7 novembre 2026, nell’ambito della decima edizione de Il progetto e le forme di un cinema politico, promossa dalla Fondazione AAMOD e dalla Fondazione Gramsci.

Ospitata dal Cinema Teatro Palladium e dalla Sala Zavattini dell’AAMOD, la rassegna riunisce documentari, film di finzione, materiali di propaganda e testimonianze audiovisive che restituiscono la complessità di un conflitto destinato a segnare profondamente la cultura politica e l’immaginario del Novecento.

 
Non soltanto una ricostruzione storica, ma anche una riflessione sulle forme del racconto cinematografico: dal documentario militante alla sperimentazione del montaggio, dalle allegorie della dittatura ai film sull’esilio e sull’identità politica. Opere che, a distanza di molti decenni, conservano la capacità di interrogare il rapporto tra immagini, verità, ideologia e memoria.

Mercoledì 4 novembre – Cinema Teatro Palladium, Piazza Bartolomeo Romano 8

La rassegna si apre alle ore 16:30 con Terra di Spagna (The Spanish Earth, 1937, 55’) di Joris Ivens, presentato da Gabriele Ragonesi. Tra i documentari più emblematici del cinema militante internazionale, il film racconta la resistenza repubblicana intrecciando il fronte militare con la vita quotidiana e il lavoro nelle campagne. Un’opera che testimonia la volontà di fare del cinema uno strumento di partecipazione politica e solidarietà internazionale.

Alle ore 18:30 è in programma La cugina Angelica (1973, 107’) di Carlos Saura, presentato da Valeria Camporesi, direttrice della Filmoteca Española. Attraverso il ritorno di un uomo nei luoghi dell’infanzia, Saura fa riemergere i ricordi della guerra civile e le fratture mai ricomposte della società spagnola. Un film fondamentale nella rappresentazione della memoria e della sua persistenza durante il franchismo.

Alle ore 20:30, dopo i saluti di Christian Uva e Vincenzo Vita, sarà proiettato Spagna (1939, 93’) di Ėsfir’ Šub, presentato da Alessia Cervini. Figura centrale del cinema documentario sovietico, Šub utilizza il montaggio per costruire una lettura politica del conflitto. Un esempio significativo del ruolo attribuito al cinema come strumento di testimonianza e mobilitazione.

Giovedì 5 novembre – Cinema Teatro Palladium

Alle ore 17:00, Spagna 1936 (1937, 35’) di Luis Buñuel, presentato da Damiano Garofalo. Il documentario offre uno sguardo sulla guerra dalla prospettiva repubblicana e testimonia l'impiego del cinema come mezzo di informazione e mobilitazione durante il conflitto.

Alle ore 17:30 segue Sierra de Teruel (1939, 108’) di André Malraux, opera ispirata alla partecipazione dello scrittore francese alla guerra di Spagna. Attraverso le vicende di un gruppo di aviatori repubblicani, il film restituisce il dramma della lotta antifascista e il senso di una solidarietà internazionale destinata a confrontarsi con la tragedia della sconfitta.

Alle ore 19:30 è previsto un doppio appuntamento dedicato a Fernando Arrabal: Arrabal e il cavallo di Picasso (Thomas Sherman, 1975, 50’) e L’albero di Guernica (Fernando Arrabal, 1975, 110’), presentati da Ivelise Perniola. Il cinema di Arrabal affronta la violenza della guerra e la repressione franchista attraverso un linguaggio visionario, provocatorio e simbolico, nel quale memoria storica, surrealismo e immaginario politico si intrecciano.

Venerdì 6 novembre – AAMOD, Sala Zavattini, Via Ostiense 106

A partire dalle ore 16:30, una selezione di opere e testimonianze dedicate al rapporto tra la guerra civile spagnola e l'antifascismo italiano.

Si comincia con Intervista a Luigi Longo (a cura di Paolo e Carla Gobetti, 1975, 6’), presentata da Alexander Höbel. Una testimonianza diretta di uno dei protagonisti italiani della lotta antifascista e della partecipazione alle Brigate internazionali.

Segue Vidali (Franco Giraldi, 1971, 18’), presentato da Claudio Olivieri, dedicato alla figura di Vittorio Vidali e alla sua esperienza politica internazionale.

Chiude il programma I primi saranno gli ultimi (Pasquale D’Aiello, Mauro Manna, 2021, 97’), presentato da Lorenzo Teodonio insieme ai registi. Il film contribuisce al recupero della memoria dei volontari antifascisti italiani, riportando l'attenzione sul loro ruolo nella guerra di Spagna e sull'eredità storica di quell'esperienza.

Sabato 7 novembre – Cinema Teatro Palladium

Alle ore 16:00, Lo spirito dell’alveare (1973, 105’) di Victor Erice, una delle opere più importanti del cinema spagnolo del secondo Novecento. Ambientato nella Spagna del dopoguerra, il film osserva il mondo attraverso lo sguardo di una bambina, trasformando il racconto dell’infanzia in una meditazione sul silenzio, sulla paura e sulle tracce lasciate dalla violenza della storia.

Alle ore 18:00, En el balcón vacío (Jomi García Ascot, 1961, 52’), presentato da Giacomo Ravesi. Nato dall'esperienza dell'esilio repubblicano spagnolo in Messico, il film rievoca, attraverso la memoria personale, lo sradicamento e la perdita della patria. Un'opera intima e sperimentale che dà forma cinematografica alla nostalgia e alla frattura dell'esilio.

Alle ore 20:00, La guerra è finita (1966, 122’) di Alain Resnais, introdotto da Steve Della Casa, conservatore della Cineteca Nazionale. Su sceneggiatura di Jorge Semprún, il film racconta le inquietudini di un militante antifranchista spagnolo in esilio, diviso tra l'impegno clandestino e il dubbio sull'efficacia delle forme tradizionali di lotta politica. Una riflessione sul rapporto tra memoria, militanza e trasformazione delle idee.

Ad arricchire la manifestazione, nel foyer del Cinema Teatro Palladium, durante le giornate della rassegna, dalle 16:30 alle 22:00, saranno proposti ulteriori documenti audiovisivi: Documenti filmici sulla Guerra civile spagnola (55’), Spagna 1965 di Bruno Paolinelli (1965, 64’), l'intervista a Luigi Longo realizzata da Paolo e Carla Gobetti e una selezione di interviste ai combattenti della guerra civile spagnola realizzate da Fabio Grimaldi tra il 1997 e il 1998.Un patrimonio di testimonianze che restituisce la dimensione umana e collettiva del conflitto, accanto alle rappresentazioni dei grandi autori.

La rassegna costituisce il nucleo cinematografico di “La guerra civile spagnola. Novant’anni dopo”, che comprende inoltre una giornata di studio il 4 novembre alla Real Academia de España en Roma e due seminari il 5 e 6 novembre all’Università degli Studi Roma Tre.

Il progetto e le forme di un cinema politico è promossa dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) e dalla Fondazione Gramsci, in collaborazione con la Real Academia de España en Roma e l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza. L’iniziativa è realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura - Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e gode del patrocinio di: Parlamento Europeo, Università Roma Tre – Dipartimento Filosofia Comunicazione Spettacolo, Luce Cinecittà, AICVAS.
 
IL PROGETTO E LE FORME DI UN CINEMA POLITICO

X EDIZIONE 2026

LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA. NOVANT’ANNI DOPO

Coordinamento
Paola Scarnati

Programmazione, curatela, ricerca

Alessia Cervini, Damiano Garofalo, Alexander Höbel, Pietro Montani, Claudio Olivieri, Luca Peretti, Ivelise Perniola, Gabriele Ragonesi, Giacomo Ravesi, Luca Ricciardi, Ermanno Taviani, Maurizio Zinni.

Organizzazione

Matteo Angelici, Stefano Cirone, Milena Fiore, Aurora Palandrani.

Graphic design

Roberto Del Balzo

Media partner

Il Manifesto, Radio Città Aperta

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