Fiumicino, 3 mila posti di lavoro a rischio nella ristorazione

L'associazione Lungomare di Fiumicino lancia l'allarme: abbiamo imboccato una via di non ritorno con il rischio di avere tra pochi mesi 3 mila disoccupati in più tra diretto ed indotto. Confartigianato: pronti ad offrire aiuto e solidarietà

printDi :: 27 ottobre 2020 16:13
Fiumicino, 3 mila posti di lavoro a rischio nella ristorazione

(AGR) A Fiumicino monta la protesta dei ristoratori. Un tam tam prima silenzioso e poi sempre più fragoroso, sul tappeto c’è il futuro di decine di aziende, floride sino a ieri ed oggi in profondo rosso. C’è il futuro di decine di posti di lavoro. Con i ristoratori hanno fatto sentire la loro voce anche gli artigiani che, in solido, si sono schierati a sostegno della ristorazione.

“La situazione sanitaria drammatica che stiamo vivendo nel nostro Paese non può essere scissa da quella economica, altrettanto drammatica. – denuncia in una nota stampa l’Associazione Lungomare di Fiumicino - La ristorazione di Fiumicino, uno dei fiori all’occhiello dell’intera Regione Lazio, con le nuove restrizioni e l’ombra di un lockdown alle porte, è sull’orlo del baratro. Abbiamo imboccato una via di non ritorno. Il rischio è che ci siano non meno di 3mila nuovi disoccupati tra diretto e indotto, una vera ecatombe.

Al di là delle facili speculazioni fin qui piovute sulle nostre spalle (siamo stati tacciati di tutto, fino a essere la causa della diffusione del Covid….) vogliamo ricordare a tutti, nessuno escluso, che il comparto della ristorazione e quello della balneazione non hanno ricevuto a oggi ancora alcun sostegno: né i 600 euro per le partite iva, né i bonus affitti, né la cassintegrazione indietro di mesi.

Oggi il rischio che centinaia di aziende chiudano, per colpe non proprie, mandando al collasso il sistema economico comunale e regionale è altissimo. Per questo chiediamo alle istituzioni, al sindaco di Fiumicino in primis e al presidente della Regione, un impegno: che si facciano garanti del rispetto degli impegni presi dal Governo per le nostre attività, per i nostri dipendenti e per tutti quei fornitori che oggi ‘tirano avanti’ grazie alla ristorazione e alla balneazione.

Non ci sono alternative: o gli aiuti arrivano o saltano centinaia di aziende che produrranno migliaia di nuovi disoccupati e uno spaventoso buco nelle casse comunali e regionali.

Chiediamo inoltre l’abolizione totale, fino a cessata emergenza, delle tasse comunali e regionali (se non lavoriamo non possiamo pagare) o la loro riparametrazione in base alle restrizioni, così come avvenuto in molti Comuni e Regioni in Italia. E in secondo luogo che si prendano decisioni ad ampio raggio. La stagione invernale è alle porte, servono immediati lavori di rinforzo delle scogliere e di ripascimento per evitare, una volta vinta (speriamo) la battaglia con il Covid, di ritrovarsi con attività rase al suolo dal mare. Oltre al danno sarebbe la beffa.

"La protesta iniziata nelle scorse ore dai ristoratori di Fiumicino – afferma Mirko Garraffa, vicepresidente di Confartigianato Litorale Nord -  contro il nuovo Dpcm non ci ha lasciato indifferenti ed è per questo che appoggiamo i gestori dei locali della cittadina aeroportuale. Il nostro appoggio - ad un'iniziativa già concretizzata - è un appoggio di vicinanza, per far capire ai ristoratori che non sono da soli e che avranno una sponda istituzionale più alta alle loro proteste che partono dal basso.

Nei prossimi giorni ci metteremo in contatto con gli organizzatori per stabilire una strategia che possa essere d'aiuto ai tanti bar, ristoranti, pizzerie, pub e pasticcerie dei nostri territori".

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Confartigianato nord Mirko Garaffa

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