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Antibiotici: aumenta la loro inefficacia

L'abuso e l'uso scorretto di questi farmaci rafforza i batteri mettendo a rischio la nostra vita

printDi :: 07 giugno 2023 16:53
Antibiotici: aumenta la loro inefficacia

Antibiotici: aumenta la loro inefficacia

(AGR) La resistenza antibiotica (AMR) rappresenta una minaccia per la salute pubblica e sta diventando un problema serio anche in Italia dove il consumo di farmaci antibiotici è superiore alla media europea. A fornirci queste informazioni è il rapporto annuale UE 2020-2021 reso disponibile dagli Stati membri dell’Unione Europea sulla questione dell’antibiotico resistenza negli uomini, animali e alimenti che raccoglie dati sulla resistenza antibiotica di batteri zoonotici. Questi risultati vengono poi analizzati dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC). Quello che emerge è preoccupante: in Italia ogni anno si stimano 11.000 decessi dei 36.000 dell’UE. Questo ha messo in evidenza le necessità di un intervento che deve essere multisettoriale e rivolgersi dunque non solo all’uomo ma anche all’animale, all’ambiente in generale, all’agricoltura e all’industria alimentare.

Come noto, la scoperta e l’utilizzo degli antibiotici nella pratica clinica, avvenuto negli anni, ha contribuito in modo determinante a migliorare lo stato di salute della popolazione mondiale (Rapporto nazionale 2021, Aifa) impedendo la diffusione delle infezioni. Tuttavia, nell’ultimo decennio, a causa di un “abuso” di antibiotici li ha resi meno efficaci. I batteri, infatti, hanno sviluppato la capacità di resistere all’azione dei farmaci antibiotici e quindi sono in grado di sopravvivere, moltiplicarsi e di trasferire la loro capacità di resistenza anche ad altri batteri. Questo fenomeno non coinvolge solo la medicina umana ma anche il settore zootecnico e veterinario. Un uso eccessivo e non corretto dei farmaci antibiotici favorisce l’insorgenza di ceppi batterici resistenti, pertanto un prolungamento delle malattie e l’insorgenza di possibili complicazioni ed un maggiore rischio di morte. Frequenti sono gli utilizzi scorretti dell’antibiotico: interruzione prima del tempo della terapia prescritta o assumere una quantità minore del dovuto o per un periodo troppo lungo, cioè un mancato rispetto della corretta posologia, circostanze che non fanno altro che promuovere la resistenza.

 
Per prevenire è fondamentale limitare l’uso degli antibiotici ai casi in cui sono veramente necessari, non assumerli di propria iniziativa senza il consenso del proprio medico curante, completare il ciclo di cura, non prenderli se prescritti ad altre persone. Il rischio infatti è che alla luce di questi comportamenti errati possano svilupparsi batteri resistenti a tutti gli antibiotici disponibili; promuoverne un uso razionale è l’unica arma che abbiamo per arginare il fenomeno visto che non ci sono nuove molecole antibiotiche in arrivo. “Utilizzarli correttamente è una responsabilità di tutti per evitare di trovarci in futuro senza strumenti efficaci” è il monito lanciato dal presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (FOFI), Mandelli. Entro il 2050 i batteri super resistenti agli antibiotici potrebbero diventare la prima causa di morte nel mondo, prima di infarto e ictus, continua il presidente, “è lo scenario che ci attende se non si mettono in pratica comportamenti individuali responsabili e in assenza di politiche ed interventi mirati”.

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