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Comunità Giovanni XXIII, Leva volontaria? vogliamo esercito di operatori di pace non armati

Matteo Fadda: "Non siamo favorevoli alla reintroduzione della leva.Ogni volta che uno Stato aumenta la propria forza militare viene percepito come una minaccia, per cui il rischio di guerra aumenta anziché diminuire. Potenziamo il Servizio civile universale come strumento di Difesa civile"

printDi :: 29 novembre 2025 15:43
Comunità religiose foto pixabay

Comunità religiose foto pixabay

(AGR) «Vogliamo esercito di operatori di pace non armati e nonviolenti. La proposta di reintrodurre la leva militare è l'opposto di ciò di cui c'è bisogno per garantire pace e sicurezza. Ogni volta che uno Stato aumenta la propria potenza militare viene percepito da altri stati come una minaccia, per cui il rischio di guerra aumenta anziché diminuire». È quanto dichiara Matteo Fadda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito alla proposta sulla leva volontaria in Italia proposta dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, in risposta al nuovo contesto di insicurezza internazionale.

«L'Italia è stata protagonista fin dall'inizio della costruzione della pace tramite lo sviluppo dell'Unione Europea. – continua Fadda – Proponiamo che lo sia anche adesso in questo momento difficile a livello internazionale. Per questo non solo non siamo favorevoli alla reintroduzione della leva militare, ma invitiamo a potenziare e valorizzare il Servizio civile universale come strumento di Difesa civile non armata e nonviolenta della Patria; a potenziare l’investimento già in essere per costituire e stabilizzare un Corpo di pace formato da civili che possa intervenire in contesti di conflitto sia a sostegno della popolazione civile, sia per favorire il dialogo tra le parti; ad istituire un Ministero della Pace che promuova un diverso paradigma di sicurezza con un dipartimento dedicato alla difesa nonviolenta, perché nelle democrazie mature la sicurezza nazionale non può più essere pensata come un sistema monolitico fondato esclusivamente sulle forze armate. Molti cittadini, anche oltre i limiti di età del Servizio civile e dei Corpi civili di pace, desiderano e sarebbero pronti a formarsi ed addestrarsi nella difesa non armata e nonviolenta».

 
«Facciamo queste proposte – conclude Fadda – forti del cammino con più di 3mila obiettori e volontari che hanno scelto il servizio civile con la nostra associazione dal 1975 ad oggi. E forti dell’esperienza di 33 anni di intervento nei conflitti con Operazione Colomba, il nostro corpo di pace formato da civili che vivono al fianco di coloro che le guerre non le hanno scelte e da cui non possono scappare, come anziani e disabili. Noi siamo disponibili a mettere a disposizione del ministro Crosetto la nostra esperienza che può essere replicata su larga scala. Infine, parleremo della possibilità della reintroduzione della leva militare obbligatoria a Rimini, il 12 e 13 dicembre, al convegno Inneschi – Scintille che generano la pace».

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