Ostia, via libera al PUA dalla Commissione ambiente

print14 gennaio 2020 17:39

sede municipio

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(AGR) Oggi in Commissione ambiente del X Municipio si è aperto il dibattito sul PUA, le opposizioni, da sinistra a destra, hanno espresso serie perplessità sul Piano, lamentando l’assenza di dialogo e di un normale dibattito politico per orientare le scelte principali.

"Abbiamo serie perplessità sul nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili – ha dichiarato Maria Cristina Masi (Fdi) -  discusso in Commissione Ambiente. Prima di tutto ribadiamo l’assenza di un reale processo partecipativo della cittadinanza. Visto che il P.U.A. è stato lavorato durante il commissariamento, neanche i rappresentanti dei cittadini hanno potuto avere la giusta voce in capitolo, se non a cose già fatte. Sarebbe stato opportuno e necessario coinvolgere categorie e associazioni nel processo decisionale.

Abbiamo anche seri dubbi sulla realizzabilità di quanto espresso sulla carta, “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” e non vorremmo che il piano sia solo un libro dei sogni, utile alla propaganda, ma che nei fatti si dimostri poco concreto e ponga Roma Capitale in difficoltà anche rispetto a eventuali azioni amministrative”

"Con il voto favorevole della Commissione Ambiente relativamente al nuovo PUA in discussione in Campidoglio, si consegna di fatto tutto il litorale romano ai Concessionari d’Ambito.  – aggiunge Marco Possanzini, Sinistra Italiana X Municipio - Nel nuovo PUA non si parla di demolizioni ma anzi si definiscono “invarianti”, leggasi intoccabili, praticamente tutte le strutture in cemento esistenti sul demanio marittimo. Addirittura assumono valore “testimoniale”, quindi intoccabili, quei vergognosi ruderi in cemento armato presenti nella concessione del Lido.

Le spiagge saranno assimilate a “verde pubblico” con tutto quello che ne consegue compresa la possibilità di ulteriori edificazioni rispetto alle esistenti. Sulle spiagge libere poi abbiamo veramente toccato il fondo. Grandissima parte degli arenili liberi, gestiti dai Concessionari d’Ambito, verranno a ricadere nelle zone a ridosso degli stabilimenti esistenti nascosti quindi alla vista dalle strutture in cemento. Altro che visibilità. C’è poi la così definita “passeggiata lineare”, una specie di corridoio di ampiezza variabile, parallelo alla battigia e adibito all’esclusivo camminamento in quanto nulla ci si potrà posizionare sopra, che completa la quota di arenile “libero” garantito ai cittadini.

Ciò che viene quindi definito “spiaggia libera” sarà tutt’altro che di libera fruizione, vista l’insistenza a ridosso delle strutture balneari, e sarà impossibile fare dei controlli sulla corretta applicazione delle indicazioni del PUA, delle eventuali Ordinanze, o sulla prepotenza dei Concessionari d’Ambito visto che il controllato e il controllore saranno la stessa persona, cioè il Concessionario di Ambito. Arriviamo poi al capitolo visibilità del mare: nascono le “terrazze panoramiche”. Praticamente non si abbatte il lungomuro o gli ecomostri in cemento presenti sulle spiagge ma per restituire la visibilità si propone di alzare i marciapiedi. Infine, il PUA prevede che il Concessionario d’Ambito possa, sulle spiagge libere di Ostia Ponente ad oggi adibite a libera fruizione e sgombere da cemento o costruzioni fisse, realizzare strutture fisse con tutto ciò che ne conseguirà. Dal canto nostro non faremo nessun passo indietro nemmeno per prendere la ricorsa  e, nonostante il M5S voglia evitare una discussione pubblica fatta di tavoli partecipati e di percorsi condivisi, porteremo il PUA fra i cittadini”. 

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