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20 ottobre, Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, la prevenzione e la diagnosi

Celiachia e osteoporosi, un legame da non sottovalutare:l’appello congiunto di AIC, Fedios e FIRMO che accendono i riflettori sui danni alla salute ossea derivanti da una diagnosi tardiva o da una celiachia non trattata.Osteoporosi e osteopenia interessano rispettivamente il 14% e il 40% dei ciliaci

printDi :: 19 ottobre 2026 14:00
Foto di North_Studio da Pixabay

Foto di North_Studio da Pixabay

(AGR) Osteoporosi, perdita di massa ossea e fratture in età insolitamente precoce rappresentano un segnale da approfondire perché possono essere il campanello di allarme di una celiachia non diagnosticata. È infatti uno degli aspetti meno conosciuti della malattia, che non si manifesta necessariamente con i classici disturbi gastrointestinali e può rimanere a lungo “nascosta” dietro sintomi apparentemente scollegati.

A richiamare l’attenzione su questo legame sono AIC - Associazione Italiana Celiachia, Fedios - Federazione Italiana Osteoporosi e malattie dello Scheletro e FIRMO - Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell’Osso che, in occasione della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi del 20 ottobre, lanciano un appello congiunto per sensibilizzare sull’importanza di riconoscere e non sottovalutare sintomi e campanelli d’allarme, promuovendo una diagnosi tempestiva.

 
Quando l’osteoporosi può essere un campanello d’allarme?

Si stima che osteoporosi e osteopenia interessino rispettivamente il 14% e il 40% dei pazienti celiaci* con implicazioni particolarmente rilevanti per le donne, che in Italia rappresentano circa il 70% delle persone con diagnosi di celiachia. Nella popolazione femminile la menopausa, e il conseguente calo degli estrogeni, accelerano la perdita di massa ossea aumentando il rischio di osteoporosi. Se a questo si aggiunge una celiachia non diagnosticata o non adeguatamente trattata, la salute dello scheletro può essere ulteriormente compromessa. La riduzione della densità minerale ossea è una delle manifestazioni extraintestinali più frequenti della celiachia già al momento della diagnosi.

Celiachia e osteoporosi: perché la diagnosi precoce fa la differenza

L’osteoporosi associata alla celiachia non trattata si aggiunge ai processi fisiologici di perdita ossea legati all’età e, nelle donne, alla menopausa. L’osso è infatti un tessuto in continuo rimodellamento: quando il riassorbimento supera la formazione, la massa ossea diminuisce. Nelle persone celiache, il malassorbimento e l’infiammazione possono accentuare questo squilibrio.

Una diagnosi precoce e l’adesione rigorosa alla dieta senza glutine, associate a un’appropriata terapia medica e a stili di vita salutari, significa proteggere non solo l’intestino e lo stato nutrizionale, ma anche la salute dello scheletro nel lungo periodo. Intervenire precocemente è infatti fondamentale: nei bambini e negli adolescenti, la dieta senza glutine può favorire il recupero della massa ossea durante la crescita; negli adulti, il recupero può essere più lento e richiedere anche la correzione delle carenze di calcio e vitamina D e, quando indicato, terapie specifiche. Importante è sempre affiancare un’attività fisica adeguata, la corretta alimentazione e il monitoraggio personalizzato della salute ossea.

Rossella Valmarana, presidente di AIC

“Una fragilità ossea inattesa merita di essere inquadrata considerando tutti i possibili fattori di rischio, perché sappiamo che la celiachia può restare nascosta dietro sintomi sottovalutati o attribuiti ad altre condizioni, anche extraintestinali, come l’osteoporosi. La diagnosi precoce è uno strumento di prevenzione fondamentale per evitare complicanze dovute alla celiachia non trattata. La collaborazione con le associazioni Fedios e FIRMO e, quindi, il rafforzamento della rete tra associazioni di pazienti e specialisti sono essenziali per condividere competenze e promuovere una maggiore consapevolezza della malattia”.

Mario Sfrappini, presidente di FEDIOS

“La Giornata Mondiale dell’Osteoporosi rappresenta un’occasione fondamentale per richiamare l’attenzione sull’importanza della prevenzione e della conoscenza dei fattori di rischio. Il nostro obiettivo è sensibilizzare i cittadini affinché la salute delle ossa diventi una priorità, prima ancora che si verifichi una frattura. Attraverso le iniziative promosse su tutto il territorio nazionale vogliamo offrire strumenti concreti per favorire una maggiore consapevolezza. Con il lancio di OSTEOBUDDY compiamo inoltre un passo avanti nel sostegno ai pazienti, rafforzando il nostro impegno a garantire informazione e vicinanza durante tutto l’anno. Perché proteggere le proprie ossa significa preservare autonomia, qualità della vita e futuro”.

Maria Luisa Brandi, presidente di FIRMO

“La celiachia non diagnosticata o non trattata rappresenta uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo precoce di osteoporosi e fragilità ossea, a causa del cronico malassorbimento di nutrienti essenziali come calcio e vitamina D. È scientificamente dimostrato che una diagnosi tempestiva della celiachia e una rigorosa terapia dietetica siano i primi, fondamentali pilastri per proteggere lo scheletro. Per questo, la sinergia tra le nostre organizzazioni non è solo un valore aggiunto, ma una necessità strategica: unire le forze ci permette di promuovere un’efficace prevenzione primaria e percorsi di screening mirati, offrendo ai pazienti gli strumenti idonei per salvaguardare la propria salute ossea prima che si verifichino danni irreversibili”.

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