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Infezioni resistenti, le nuove strategie per ridurre i tempi delle diagnosi

Il 5 e 6 novembre a Torino il 16° Congresso Nazionale della Società Italiana di Terapia Antinfettiva. Tra i temi l'integrazione ospedale-territorio, la diagnostica rapida e l'appropriatezza terapeutica. Una task force per garantire antibiotici appropriati e terapie mirate

printDi :: 03 novembre 2026 16:22
Prof. Francesco_De_Rosa foto da comunicato stampa

Prof. Francesco_De_Rosa foto da comunicato stampa

(AGR) Curare tempestivamente le infezioni più gravi, riducendo il rischio di complicanze, il ricorso a terapie inappropriate e i costi sanitari. È una delle esigenze del SSN che sarà affrontata nel 16° Congresso Nazionale della SITA – Società Italiana di Terapia Antinfettiva, in programma il 5 e 6 novembre 2026 a Torino, presso lo Starhotels Majestic (corso Vittorio Emanuele II, 54). Due giornate di confronto tra specialisti di tutta Italia, con la presidenza del Prof. Matteo Bassetti, Presidente SITA, con l'organizzazione scientifica del Prof. Francesco Giuseppe De Rosa, dedicate alle principali novità nella gestione delle malattie infettive. Al centro, un approccio che punta a integrare diagnosi microbiologiche sempre più tempestive, terapie mirate e collaborazione multidisciplinare, anche per rendere più efficiente l'impiego delle risorse del Servizio Sanitario Nazionale ed amplificare la costo-efficacia.

L’AMR PROBLEMA DI SALUTE PUBBLICA, SOPRATTUTTO PER I FRAGILI – L'antimicrobico-resistenza continua a rappresentare una delle principali criticità per la sanità italiana, con conseguenze particolarmente rilevanti nei pazienti anziani, immunocompromessi e affetti da patologie complesse. Secondo la sorveglianza dell'Istituto Superiore di Sanità, nel 2024 oltre un terzo degli isolati di Enterococcus faecium, batterio che può provocare gravi infezioni soprattutto in ambito ospedaliero, è risultato resistente alla vancomicina, uno degli antibiotici impiegati per contrastarlo. Una conferma della necessità di utilizzare gli antibiotici con appropriatezza, affiancando all'innovazione farmacologica una diversa organizzazione delle cure. “La vera sfida contro le infezioni resistenti è usare l’antibiotico giusto nel momento giusto – sottolinea il Prof. Matteo Bassetti – Quando un paziente ha un'infezione grave, il tempo è un fattore decisivo. Identificare prima il microrganismo responsabile significa poter orientare tempestivamente la terapia e ridurre il rischio di trattamenti inefficaci. Oggi disponiamo di strumenti diagnostici che consentono decisioni molto più rapide rispetto al passato, ma serve anche una migliore organizzazione dell'assistenza, capace di mettere in collegamento le diverse competenze specialistiche”.

 
IL MODELLO TORINESE: CURE PIÙ TEMPESTIVE, PIU’ EFFICACI E MINORI GIORNI DI TERAPIA – La gestione delle infezioni gravi richiede un lavoro di squadra tra infettivologi, microbiologi, intensivisti, oncoematologi, trapiantologi, chirurghi e altri specialisti: è l’antimicrobial stewardship, un approccio volto a scegliere il trattamento più appropriato, adeguandolo tempestivamente sulla base delle condizioni cliniche e dei risultati diagnostici. Un'esperienza sviluppata a Torino ormai da quindici anni nella gestione dei pazienti immunocompromessi ha ora evidenziato come la competenza nell’utilizzo degli antibiotici reserve, destinati alle infezioni particolarmente complesse, possa anche accompagnarsi a una riduzione dei costi complessivi delle cure, se accompagnato da un’attenzione quotidiana alla semplificazione delle terapie antimicrobiche.

“Abbiamo sviluppato un modello interdisciplinare anche farmacologico nel quale la gestione delle infezioni non riguarda soltanto la scelta dell'antibiotico, ma anche la tempestività delle decisioni e l'utilizzo appropriato delle risorse – spiega il Prof. Francesco Giuseppe De Rosa, Malattie Infettive, Città della Salute, Torino – Nei pazienti immunocompromessi, anticipare l'impiego degli antibiotici quando clinicamente indicati, per poi rimodulare o semplificare la terapia appena possibile, punta anche ad una gestione che mira alla costo-efficacia. Un uso tempestivo di farmaci più costosi, pertanto, può tradursi in un beneficio complessivo per il sistema sanitario, accompagnato da una diagnostica microbiologica rapida ed accurata. È un modello che può essere condiviso e valutato anche in altri contesti, soprattutto nella gestione delle infezioni gravi e dei pazienti più fragili”.

DIAGNOSI PIÙ RAPIDE, ANCHE SUL TERRITORIO – Tra le nuove metodiche di microbiologia rapida, vi sono alcuni test per ottenere informazioni utili all'identificazione dei patogeni o dei loro meccanismi di resistenza già poche ore dopo il prelievo, permettendo di valutare tempestivamente le terapie. Questa prospettiva riguarda anche il rapporto tra ospedale e territorio: l'evoluzione della farmacia dei servizi e le recenti disposizioni sui test diagnostici decentrati, a supporto dei medici di medicina generale e dei pediatri, aprono nuove possibilità. In questa direzione si inserisce anche il rafforzamento della farmacia dei servizi, previsto dalle disposizioni del cosiddetto Decreto Gemmato, che valorizzano i test diagnostici decentrati a supporto dei medici per migliorare l'appropriatezza delle prescrizioni e contrastare l'antibiotico-resistenza. Un'opportunità per avvicinare la diagnostica ai cittadini e favorire un uso più consapevole degli antibiotici, anche attraverso la collaborazione tra medici e farmacisti. “I progressi della diagnostica non devono rimanere confinati ai grandi ospedali – aggiunge il Prof. Bassetti – La possibilità di accedere in futuro a test microbiologici sempre più rapidi anche sul territorio, attraverso percorsi regolati e in collaborazione con i medici, potrebbe contribuire a ridurre i trattamenti inutili e a migliorare la gestione delle infezioni più comuni”.

IL CONGRESSO NAZIONALE SITA: DALL'OSPEDALE AL TERRITORIO, FINO ALLE NUOVE TERAPIE – I lavori del 16° Congresso SITA si apriranno giovedì 5 novembre. Presenti 200 specialisti da tutta Italia. Invitati a partecipare l’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi, il direttore generale della Città della Salute Livio Tranchida, la direttrice della scuola di medicina dell'Università di Torino Paola Cassoni. Tra i temi affrontati nelle varie sessioni, l'evoluzione dell'assistenza e delle infezioni da microrganismi multiresistenti; lo Stewardship Dream Team, con interventi sulla microbiologia rapida, sulla tempestività delle decisioni terapeutiche e sui nuovi antibiotici a lunga durata d'azione; le più recenti opzioni terapeutiche per le infezioni urinarie, respiratorie e addominali; le infezioni nei pazienti trapiantati; le terapie antifungine e la gestione delle infezioni virali.

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Prof. Bassetti presidente FITA foto da comunicato stampa

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