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"Il Ballo dei manichini" Teatro Le Salette dal 3 all'8 marzo

Dal 3 all’8 marzo 2026, l’opera futurista di Bruno Jasienski. Ballo di carnevale, musica e danze, una sola notte per assaporare la libertà, la gioia, l’emozione di potersi muovere, di ballare, di sentirsi vivi. Sogni e speranze dei manichini che si intrecciano con il ballo degli esseri umani

printDi :: 17 febbraio 2026 16:27
Locandina_Il_ballo_dei_Manichini

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(AGR) Andrà in scena al Teatro Le Salette di Roma dal 3 all’8 marzo 2026, l’opera futurista di Bruno Jasienski “Il ballo dei Manichini”, adattamento di Francesca e Natale Barreca, regia di Stefano Maria Palmitessa.

L’opera scritta nel 1931 da Jasienski, drammaturgo e leader del movimento futurista polacco e rappresentata da E.F. Burian al D 34 Theatre di Praga nel 1933 è nota per la sua atmosfera sospesa, simile per certi versi a quella dei manichini metafisici. 

 
Ballo di carnevale, musica e danze, una sola notte per assaporare la libertà, la gioia, l’emozione di potersi muovere, di ballare, di sentirsi vivi. Sogni e speranze dei manichini che si intrecciano con il ballo degli esseri umani, uomini e donne anche loro bloccati tra artificiosità, indifferenza, egoismi. Una testa, aspirazione di umanità che non vale la pena di essere portata sul collo. Il copione rappresenta un esempio di teatro totale come suggerisce Giovanni Pampiglione “dove musica, movimento e recitazione avrebbero permesso agli attori di sviluppare un alto tasso di teatralità”. Si tratta di un racconto fiabesco e surreale che guarda alla natura semplice degli esseri candidi che vengono identificati dall’autore nei manichini. Lo stile di Jasienski appartiene alla tradizione dell’avanguardia russa, quella che sfiora il grottesco, il carnevalesco.

Il Teatro Palmitessa

Stefano Maria Palmitessa è un regista teatrale che ama e realizza un teatro diverso e originale con una profonda e attenta analisi dei testi teatrali. Palmitessa ha diretto molti spettacoli teatrali con acume e senso del teatro che lo distinguono e lo rendono unico nel suo genere. Le caratteristiche della sua regia possono essere individuate in note che lo rendono interprete di un teatro personale pur avendo sempre scelto testi complessi di autori classici. Le caratteristiche della sua regia possono essere identificate in tre elementi essenziali che costituiscono il perno del suo modo di fare teatro.

La Contemporaneità

Vi è sempre una ristrutturazione della scrittura teatrale in chiave contemporanea pur nella fedeltà al testo classico. La scelta della vicenda rappresentata è orientata a conseguenze inevitabili. Non vi é alcuna apertura alla pietà e alla speranza. Palmitessa sceglie testi estremamente complessi e drammatici dove l’ombra della violenza e della morte dettano il finale. Non però come fa la tragedia greca che ha lo scopo di dirigere gli spettatori alla catarsi, a una purificazione, perché fato e destino dominano l‘uomo. L’uomo nel suo agire è destinato a soccombere alle sue scelte, ma il regista orienta la vicenda a nuovi motivi dove l’attualità dell’agire umano emerge in tutto il suo significato anche se irreversibile. Lo spettatore non rimane soddisfatto come nella tragedia greca, ma disorientato perché la vita non da alternative, anche nella scelta dove a volte si nasconde dolore e delusione.

Lo Spazio

E’ una scenografia fuori dal tempo quella voluta dal regista, ma confinata come se i personaggi fossero imprigionati in uno spazio limitato. Gli elementi che costituiscono la scenografia, nei quali si muovono gli attori, possono essere cornici, finestre, siparietti. Luoghi stretti dove l’attore è costretto a muoversi in una gestualità ben calcolata.

Il palcoscenico si trasforma e diventa magicamente un teatrino di burattini, in cui gli esseri viventi si muovono come marionette della vita, rimanendo uomini nei loro desideri, nelle loro passioni, nei sentimenti, ma che meccanicamente mostrano, quasi a nascondere, il loro dolore nella formalità della vita. Quando il regista spiega come si deve affrontare la vicenda, chiede di non immergersi nella situazione, ma di uscirne totalmente come se l’attore guardasse sé stesso mentre interpreta il suo ruolo. L’emozione è lasciata al pubblico che rimane abbagliato dall’abilità della recitazione degli attori che danno vita ai personaggi come il bambino che mentre gioca dà vita ai suoi giochi.

E’ questa l’originalità del teatro di Palmitessa la totale estraneità alla vicenda, perché soltanto in questa estraneità si può entrare nel mondo dell’altro. La Staticità dell’impianto scenico è stravolta da un dinamismo insito e si può assaporare un teatro estremamente espressionista. Diventa naturale per il regista il rifiuto di un teatro realista. Cadere o “scadere” nel quotidiano per il regista Palmitessa e inutile. Il quotidiano lo viviamo tutti i giorni il teatro è altro. (cit. Vincenza Salvatore)

Info:

Il Ballo dei manichini di Bruno Jasienski - Serata Futurista

Adattamento di Francesca e Natale Barreca

Interpreti: Davide Spena, Luigi Zanni, Mary Fotia, Maria Adelaide Terribili, Viola Creti, Simone Proietti, Alessandro Laureti, Giovanna Castorina, Ivo Bevilacqua

Musiche e Assistenza alla Regia: Giovanna Castorina

Costumi: Mary Fotia

Regia: Stefano Maria Palmitessa

Dal 3 all'8 Marzo 2026 Teatro Le Salette Vicolo del Campanile 14 - Roma

Martedì 3 - Mercoledì 4 - Venerdì 6 ore 20:00

Giovedì 5 – Sabato 7 - Domenica 8 ore 17:30

Info e prenotazione biglietti 347 422 2594

Illustrazione della locandina a cura di Ivo Bevilacqua

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L'attore_Simone_Proietti

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